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Parigi/5. Fotofever al via. Tra i corridoi del Louvre pareti come quadrerie, ma buone vendite. Con alcune belle sorprese, anche italiane

di - 13 Novembre 2015
Al Carrousel du Louvre torna, immancabile, l’appuntamento con Fotofever, anima più giovane (a prezzi decisamente più contenuti) e più scanzonata dell’ “ufficiale” Paris Photo.
Come ogni anno i corridoi, la sera dell’opening sono impossibili da solcare, e i bollini rossi si sprecano. Tutto vero? Raffaella De Chirico, da Torino, alla sua seconda partecipazione, ci dice di sì. La gallerista italiana, che presenta uno stand dedicato in gran parte al bel lavoro “borderline” tra mondo del lavoro e immigrazione di Alejandro Cartagena (The car poolers, foto sopra) dove il fotografo ha ripreso i lavoratori nei van dei pick up in Sudamerica, ricordando anche la questione dei migranti, parla di un’ottima atmosfera e buone vendite.
Talvolta, però, la sensazione è di trovarsi “stretti”: non è questione di folla, ma di un horror vacui che viene compensato da muri che più che quelli di una fiera sembrano quadrerie di immagini, non sempre imperdibili.
Ma pazienza, soprattutto se il mercato tira. Numerosa la partecipazione di gallerie giapponesi, alcune con lavori piuttosto originali, come quello di Daisuke Takakura alla Tezukayama Gallery: qui, l’artista, in posa nella foto di home page davanti a una sua immagine, presenta una serie di lavori dove è il doppio, il triplo, le multiple personalità la fanno da padrone. Simpatiche, come le donne cadute di Sandro Giordano, alla Art22 Gallery: imbellettate, ben vestite, pettinate e tutte con la faccia sbattuta a terra, dopo inciampi nelle maniere più disparate.
Convince invece decisamente meno il nipponico Hideka Tonomura, alla Zen Foto Gallery di Tokyo: un Araki in tutto e per tutto, polaroid comprese.
Andiamo avanti, e troviamo una bella sorpresa: è la vincitrice del Photoprize 2015, Juliette Andréa Elie, che come premio ha avuto la possibilità di esporre nell’area centrale della fiera le sue belle immagini. Sono paesaggi filtrati, lavorati con puntasecca attraverso una doppia superficie tipo “velina”: un po’ patinate, non fotografie dure e pure, ma certamente poetiche e di impatto rispetto a molta dell’offerta che c’è da queste parti.
E se vi va di fare un salto, nel vero senso della parola, Fotofever quest’anno ha aperto ad Intel, che presenta un suo nuovissimo laptop con il programma Microsoft Surface: fatevi “scattare” contro il muro, e la vostra immagine in movimento vi sarà comodamente spedita via mail. Un souvenir quasi d’autore, se non potete aprire il portafogli.

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