È morta a 71 anni Anna Kafetsi, fondatrice del museo EMΣT di Atene

di - 21 Maggio 2026

La scomparsa di Anna Kafetsi lascia un vuoto profondo nel panorama artistico e curatoriale greco ed europeo. Storica dell’arte, teorica e curatrice, Kafetsi è morta all’età di 71 anni dopo una carriera che ha contribuito in maniera decisiva alla costruzione dell’identità contemporanea delle istituzioni culturali in Grecia. Figura centrale nel dibattito sull’arte contemporanea dagli Anni Ottanta in poi, è stata soprattutto la direttrice fondatrice dell’EMΣT – National Museum of Contemporary Art Athens, il Museo Nazionale d’Arte Contemporanea di Atene, che ha guidato dal 2000 al 2014, accompagnandone la nascita e l’affermazione internazionale.

Nata nel 1955, Kafetsi si era formata tra filosofia ed estetica all’Università Paris Panthéon-Sorbonne, sviluppando un approccio teorico che avrebbe attraversato tutta la sua attività curatoriale. Prima dell’esperienza all’EMΣT aveva lavorato come curatrice delle collezioni del XX secolo presso la National Gallery of Greece dal 1983 al 1999, contribuendo a rinnovare la lettura della modernità greca attraverso una prospettiva aperta alle avanguardie internazionali e alle contaminazioni culturali.

Con la fondazione dell’EMΣT, Kafetsi ha avuto un ruolo pionieristico nel definire il profilo di una nuova istituzione pubblica dedicata all’arte contemporanea in Grecia. Sotto la sua direzione il museo si è imposto come piattaforma di ricerca e dialogo tra Mediterraneo, Balcani, Medio Oriente ed Europa, promuovendo una riflessione costante sui linguaggi della contemporaneità, dalla videoarte alle pratiche sonore, fino alle questioni postcoloniali e identitarie.

Tra le mostre che hanno segnato il suo percorso curatoriale figurano Metamorphoses of the Modern – The Greek Experience del 1992, dedicata alle specificità della modernità ellenica, la grande esposizione Russian Avant-Garde – The G. Costakis Collection del 1995 e progetti come Transcultures (2004), Videographies The First Decades (2005), Politics of Art (2010) e Sonic Time: Speech–Sound–Silence (2012), capaci di intercettare le tensioni politiche e culturali del nuovo millennio.

Nel corso della sua attività ha inoltre curato mostre personali e lavorato con artisti come Jannis Kounellis, Shirin Neshat, Konstantinos Parthenis, Theodoros Stamos, Vlassis Caniaris, Yannis Tsarouchis, Kimsooja, Carlos Garaicoa e Chen Zhen, contribuendo a introdurre nel contesto greco alcune delle voci più influenti della scena internazionale.

Dal 2016 al 2026 aveva diretto l’annexM Visual Arts Center presso il Megaron – The Athens Concert Hall, continuando a lavorare su progetti interdisciplinari e di ricerca. Parallelamente, la sua produzione critica – tra cataloghi, saggi e monografie – ha accompagnato e sostenuto la riflessione teorica sull’arte contemporanea nell’Europa sud-orientale. Con Anna Kafetsi scompare una figura che ha saputo immaginare il museo come spazio politico, luogo di sperimentazione e dispositivo critico capace di leggere le trasformazioni del presente.

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