Febbraio 2011, 150 nazioni si ritrovano a Abu Dhabi per la più grande fiera di armi del Vicino Oriente. La primavera araba era solo all’inizio. Il fotografo Julian Röder era in quei luoghi per catturare istanti atipici, sollevando la domanda del perché i Paesi si interessino così tanto, tra l’altro, all’artiglieria pesante, e realizza così la sua serie World of Warfare.
Questo lavoro è uno tra i diversi realizzati dai 19 fotografi, privilegiando uno sguardo sull’individuo e la rappresentazione del potere, presenti ognuno con una serie in una mostra dal titolo La genesi di un’agenzia: i fondatori all’epoca della Repubblica Democratica Tedesca, ovvero i primi 25 anni dell’agenzia Ostkreuz.
Nata a Parigi nel 1990 per volontà di sette fotografi della Germania dell’Est, tra cui Sibylle Bergemann con una toccante, malinconica, espressiva serie sulla troupe teatrale berlinese RambaZampa, i cui attori soffrono di deficit mentale, con un effetto polaroid. Ma anche Harald Hauswald con la serie Mainzer Straße, sull’evacuazione delle case occupate da parte della polizia nella Berlino del 1990. Qui il fotografo lavorando sui due fronti si è trovato spesso a schivare pietre o a scappare da gas lacrimogeni. Tra i fotografi, parte di questo collettivo tedesco tra i più rinomati, che vanno dai trenta ai sessanta anni, di cui la metà sono donne, troviamo anche Hit the Road Jack di Annette Hauschild. Il titolo s’ispira alla nota canzone che spesso si sente cantare dagli tzigani nella metro berlinese. La fotografa in giro per l’Europa, anche a Roma, ha immortalato famiglie rom in casa e fuori, ma anche in luoghi abbandonati o distrutti dopo i loro passaggio: una foto spontanea dai tratti puramente oggettivi. Belle, formalissime, colte da una luce estranea all’ambiente sobrio e rigido della vecchia Stasi, il sistema di controllo e spionaggio elaborato dallo Stato nella Repubblica democratica tedesca, le foto di Thomas Meyer Inside Stasi ci svelano le bizzarrie che caratterizzano il sistema di sorveglianza. Questi primi 25 anni si inaugurano in due luoghi diversi, vale a dire fino al 29 novembre alla Galerie Passage du Désir, mentre fino al 18 dicembre presso il Goethe Istitut di Parigi. (livia de leoni)
Foto sopra: Jordis Schlösser, Havanna
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