I festeggiamenti per il traguardo della trentesima edizione della Fiac, a cui erano presenti le maggiori autorità francesi, sono stati rovinati da un attentato chimico. Al vernissage alcune fiale davvero puzzolenti sono state seminate lungo il corridoio centrale, tra i lightbox di Jota Castro e lo stand di Continua con Density Spectrum Zone 1.0 di Loris Cecchini. E l’elegante folla di direttori di musei, collezionisti e curatori francesi, svizzeri e orientali ha iniziato a cercare invano sotto le scarpe la causa del fetore…
Champagne col flop
Dopo l’inaugurazione della sezione Video Cube (con ad esempio Sven Phalsonn per Spencer Brownstone e Pierre Huyghe per Phailas di Marsiglia), il Cafè des Arts della fiera ha ospitato l’esclusivo party di presentazione del video di Marc Comes per lo champagne Nicolas Feuilatte, sponsor anche della Ecole National Supérieure des Beux Arts di Parigi. Sushi a non finire e champagne a fiumi. Ma quando è il momento di vedere l’opera, il DVD si inceppa ben cinque volte… Meglio tornare ad abbuffarsi!
La bomba
Venerdì pomeriggio. Fiera affollata di visitatori. E boom! Pare che sia scoppiato un pallone che sostiene l’omone gonfiabile di Max Streicher. Invece poco dopo si alzano le saracinesche delle uscite di sicurezza e tutti sono trascinati fuori. E’ scoppiata una piccola bomba artigianale, una bottiglia riempita con acido e scaglie di alluminio: dicono siano rimasti colpiti due bambini, ma, per fortuna, in modo non grave. Intanto la fiera viene setacciata fino al giorno dopo.
La new entry
E’ la giovane galleria NicolaFornello di Prato. E’ nella sezione Perspectives e lo stend è costantemente iper affollato di collezionisti e direttori di musei. Vogliono Jorg Lenzlinger e Gerda Steiner, poi chiedono di Patrick Jolley. Così Antonella, Enrico e Rita, dopo aver rodato con la fiera di Berlino, non sono fermi un minuto.
La festa
A Place Vendome. Venerdì sera. Con la splendida scenografia di un palazzo parigino, la formula all you can drink e ottima musica da ballare (“Poi c’è Luciano” ci preannuncia Samuel Keller, direttore di ArtBasel, quando entriamo. Ma a noi italiani il nome del dj trendy fa sorridere).
I festaioli
Va a pari merito a Spencer Brownstone, il gallerista newyorchese che è sempre l’ultimo a lasciare le feste, circondato immancabilmente da belle ragazze. Poi a Samuel Keller, il geniale direttore di Art Basel e BaselMiami Beach, l’eterno ragazzino in gessato e Kickers, che alle cinque del mattino non ci lascia andare, ma ci trascina di nuovo a ballare. E a Stefano Cagol, al Fiac con un nuovo video allo stand di Artcore di Toronto, che da New York a Basel, a Miami, è sempre l’unico a riuscire a tener testa ai pazzi colleghi d’oltralpe e d’oltreoceano.
Chissà cosa combinerà il trio di festaioli quando si ritroverà in dicembre nella calda Florida per Art Basel Miami Beach… (mariella rossi)
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