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Parlare con i muri, si può. Al festival che svela la street art di Firenze, con un po’ di queer

di - 8 Settembre 2017
Sono intorno a noi e ricorrono a ogni mezzo per attirare la nostra attenzione. I muri hanno tanto da dire, dichiarazioni di intenti amorosi, celebrazioni calcistiche, pubblicità ammiccanti, disegni, adesivi, segnali, tutto l’universo della Street Art che, negli ultimi anni, ha cambiato radicalmente l’idea del passeggiare per strada. Al punto che soffermarsi con espressione stupefatta davanti a una parete sbrecciata non sembra più un atto eccentrico, magari c’è un opera che potrebbe essere conservata in un museo, solo che è senza didascalia e non è semplice risalire all’autore. “Parla con i muri”, festival di street art che si terrà a Firenze dall’8 al 17 settembre, oltre a portare un passo avanti la relazione dialettica con le pareti, rimedia a questa situazione e organizzerà una serie di incontri, visite guidate, proiezioni e concerti, alla scoperta delle opere custodite tra le strade della città.
Il progetto è curato dalla giornalista Maria Paternostro, in collaborazione con l’Associazione Ireos, realtà radicata nel territorio fiorentino che da anni organizza eventi culturali rivolti alla comunità LGBT toscana. La manifestazione, infatti, rientra nell’Estate Fiorentina 2017 e introduce la XV edizione del Florence Queer Festival, dal 26 settembre al 1 ottobre. Il fulcro della programmazione è la mostra “Parla con i muri #queer” ospitata negli spazi del Caffè Letterario Le Murate, visitabile dall’8 al 17 settembre, una indagine ironica e originale sul tema della diversità, con installazioni e scatti presi dai muri di tutto il mondo. Una sezione sarà dedicata alle icone queer disegnate da Blub e per l’occasione verrà presentata una sua nuova opera. La rassegna si snoderà in dieci giorni, tra percorsi guidati dal centro storico alla periferia fiorentina, incontri con i protagonisti, laboratori. Tra i vari appuntamenti in programma, il 14 settembre, al Caffè Letterario, Bruno Casini presenterà il documentario su Keith Haring di Christina Clausen, mentre il 15 settembre si terrà un laboratorio creativo con Stelleconfuse.

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