Come può lo spazio desertico di un’ex stazione ferroviaria trasformarsi in miraggio, in oasi di creatività? Intorno a questa domanda ruota Fabbrica Europa ’05, festival dedicato al panorama ibrido delle arti contemporanee, che, dal 6 al 28 maggio, torna a ospitare una molteplicità di eventi performativi per ricostruire un originale ecosistema come spazio abitativo comune delle diverse voci della scena artistica internazionale.
Sabbie d’Europa è il titolo suggestivo della XII edizione che, nella sezione teatrale, vede alternarsi la storica formazione danese Odin Teatret, guidata da Eugenio Barba, il gruppo belga Furiosas capace di abitare l’esile confine tra performance e arti visive, la prima nazionale della compagnia romena Teatro di Oradea e la nuova produzione di Pontedera Teatro con Verdastro della Monica.
Danzatrici provenienti da diverse parti del mondo percorrono l’universo femminile: l’islandese Erna Ómarsdóttir, l’israeliana Yasmeen Godder e, in esclusiva nazionale, la brasiliana Cristina Moura. Propone, invece, un mix di stili per soli uomini la formazione belga Les ballets C. de la B. in prima nazionale, mentre la gallese Sioned Huws presenta un ambizioso progetto di Motion capture. In esclusiva assoluta, Lucinda Childs sarà la preziosa interprete del solo Largo sulle musiche di Arcangelo Corelli. Virgilio Sieni propone una variazione del suo ultimo affresco coreografico per spazio romboidale. Finestra aperta sulle nuove generazioni della danza è la piattaforma International Fabbrica for choreographers che, insieme al progetto residenziale Moving_movimento si propone di dare visibilità a giovani coreografi e danzatori e di creare una rete di collaborazioni internazionali.
Contaminazioni e mescolanze insolite per la sezione musicale e, per finire, gli ottocenteschi muri della Stazione Leopolda saranno invasi da numerosi eventi paralleli: videodocumentari satellitari, giardini sonori e illusioni ottiche che insieme a workshop, incontri e forum di discussione conviveranno nell’oasi divenuta luogo di transito verso nuovi territori.
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