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Parte Mint, per Milano è un’occasione mancata?

di - 18 Novembre 2008

Storie di ordinaria Italia nella moderna Milano. Storie di un imprenditore cui viene impedito di lavorare; storie di una burocrazia che travolge tutti, anche chi la perpetra; storie di una totale mancanza di sensibilità verso eventi che abbiano qualcosa a che fare con la cultura; storie di amministrazione che non riesce a cogliere il valore, anche banalmente economico, che una manifestazione può rappresentare per il proprio territorio; storie di affitti pubblici moltiplicatisi e di centinaia di migliaia di euro di multe. Le storie che ci fanno piazzare irrimediabilmente ultimi nelle classifiche sugli  investimenti stranieri da noi, e come biasimarli, li stranieri?
Abbiamo portato a Milano ben 58 espositori tra antiquari e gallerie di arte moderna e contemporanea, facendo uno sforzo rilevantissimo per presentare a Milano il meglio del settore a livello internazionale. Purtroppo, però, e inspiegabilmente, abbiamo dovuto superare moltissimi ostacoli burocratici. E sinceramente, non me ne so spiegare il motivo”. Non vuole fare polemica ma appare sinceramente perplesso Roberto Casiraghi, direttore della società R-evolution e organizzatore del MINT, la Milano International Antiques and Modern Art Fair che ha inaugurato stasera nel capoluogo lombardo, nel Cortile del Cannone del Castello Sforzesco. Perplesso sul fatto che la manifestazione, giunta alla terza edizione con indubitabile successo, non solo non abbia trovato l’appoggio necessario tra le istituzioni – Comune e Regione – ma si sia dovuta aprire tra mille difficoltà, ultime in ordine di tempo la negazione dei permessi per il parcheggio delle auto utilizzate dagli ospiti e per l’affissione dei manifesti in entrata, addirittura le multe per occupazione indebita del suolo pubblico. “La nostra – spiega Casiraghi – è un’iniziativa molto complessa e di qualità. Prevediamo 14mila presenze, circa duemila più dell’anno scorso. Ma purtroppo abbiamo dovuto constatare con rammarico che a Milano manca totalmente la capacità di fare sistema, la coralità. Tutto è frenato dalla burocrazia. E la mano destra non sa quel che fa la sinistra. Col risultato che, anziché agevolare un evento che avrebbe dato lustro alla città, si è costruito un percorso ad ostacoli”. Questo, continua l’imprenditore genovese, si ripete sin dall’inizio: “In tre anni – spiega – siamo passati da un’indifferenza latente ad un accumulo di contrarietà tali da rischiare di compromettere il nostro lavoro. Lo ripeto, non voglio fare polemica. Ma il perché di questo atteggiamento lo vorrei proprio capire”.
Eppure, i numeri per il successo della terza edizione del Mint, ci sono tutti. Oltre alla qualità oggettiva degli espositori, distribuiti in 4mila metri quadrati di corridoi asimmetrici e quinte variopinte, si può contare su un solido repertorio di antichità di ogni genere alternate a presenze contemporanee di assoluto rilievo. Si passa dalla Testa di Sibilla del Guercino (Lumina) a L’innocenza in marmo di Carrara di Luigi Bienaimè (Canelli), dal Sacrificio d´Isacco di Daniele Crespi (Piacenti) alle poltrone in fiberglass di Karim Rashid (Colombari). Per non dire della mostra Bernardo Bellotto, vero e proprio evento nell’evento, visibile fino all’11 gennaio prossimo e affiancata dal convegno internazionale Arte e investimento. Dalla teoria alla realtà (domani, ore 14.30): due appuntamenti per i quali gli organizzatori hanno trovato ulteriori intoppi. “Abbiamo chiesto – racconta ancora Casiraghi – un finanziamento alla Regione di 90mila euro su 180mila, la metà come prevede la legge. Ci è stato risposto che non ne avremmo ricevuti più di 10mila. Quando abbiamo replicato che con tale denaro avremmo dovuto ridurre fortemente il peso dell’evento, ci è stato risposto che il contributo della Regione sarebbe stato anch’esso ridotto in proporzione. Lo ripeto: ancora senza polemica, ma che assurdità!”.
Tale e quale, per dire, a quel che accade nel confinante Piemonte. Dove Artissima viene sostenuta con un bel milioncino tondo di soldi pubblici, e la fiera antiquaria della Venaria con mezzo milione. E pensare che Mint è l’acronimo di Milano Internazionale… (e. p.)






Dal 19 al 23 novembre
Castello Sforzesco
Piazza Castello – Milano
www.mintexhibition.it


[exibart]

Visualizza commenti

  • Questo è l'effetto di un ventennio di amministrazione leghista e di destra, in città ed in regione. Sensibilità al nuovo zero, un politica culturale che fa ridere. E per fortuna che ci sono in città attori privati che qualcosa fanno. Ma per il resto è una vergogna. Peccato che i Milanesi non se ne rendano nemmeno conto, anche quando votano. Sarebbe questa "capitale morale" dell'Italia?

  • Si basta investire in cultura, gli enti pubblici devono spendere in altro, mantenere gli immobiliaristi, le banche, ...loro sono un patrimonio di tutti e cosi cresce la competitività del paese!
    Cosi crescono le nuove generazioni di nativi digitali che non hanno bisogno di vedere, sentire, capire il monumento, l’opera, ... basta che sia rappresentato nell'ultimo gioco della Nintendo e il ministero dei Beni Aculturali è felice ...
    mahh ...

  • Guarda! per capire come funziona l'arte e la cultura a Milano basta guardare MiArt;
    Fiera che a dire provinciale e dir poco!!
    Molto meglio Art Verona che in tre anni a superato di un balzo i sapientoni e le sapientone Bauscia.
    Che dire!!In tanti anni non sono riusciti a creare un'evento a modino.
    In Zona cesarini hanno assunto G.Di Prietrantonio:
    Bravo ragazzo ma si scottera' anche lui.

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