Il titolo è la traduzione letterale di cantastorie, un termine in cui coincidono il ruolo del narratore e quello del viaggiatore, personaggi entrambi mobili, legati al mito arcaico della genesi del mondo sociale. E la mostra Storytellers, curata a Scandicci da Pietro Gaglianò, intende sottolineare questa vocazione sciamanica e arcanamente pontificale mantenuta oggi dal ruolo dell’artista, attento alle mutate realtà geopolitiche, al rinnovato senso delle comunità, ai loro transiti. La mostra raduna artisti il cui lavoro si percepisce come una storia, raccontata con diversi linguaggi che spaziano dal piglio documentario alla fantasia onirica, e il lavoro – indifferentemente una installazione complessa, un video, uno scritto – si propone come un messaggio cifrato. Da Francesco Carone a Benny Chirco, Ofri Cnaani, Deborah Ligorio, Sara Rossi, Antonio Rovaldi, Italo Zuffi, con la partecipazione di Isola Art Center. Storie di cui non viene raccontato il finale, ma che fanno echeggiare la propria irresolutezza, lasciando l¹epilogo aperto, non per timore, né per generosità, ma perché così stanno le cose.
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