In epoca di crisi economica, dove a risentirne sono ora anche le grandi multinazionali (è di poche settimane fa la notizia che la statunitense Motorola ha chiuso il Centro Ricerche di Torino, mandando a casa 370 dipendenti, quasi tutti laureati in ingegneria, informatica o fisica), scommettere sulla cultura può sembrare un paradosso. Se si parla poi di arte contemporanea, per di più realizzata da un artista emergente, il tutto assume i contorni di un vero e proprio atto di coraggio. O di fiduciosa lungimiranza. Come quella che, nell’anno del suo sessantennale dalla nascita, ha convinto l’API di Torino, l’
Associazione delle Piccole e Medie Imprese, a investire le proprie risorse nel sostenere la produzione artistica di
Filippo Leonardi (Catania, 1970), autore del restyling del logo aziendale. In totale coerenza con quanto dichiarato recentemente dal Presidente dell’Associazione Claudia Porchietto: “
Ad una sempre maggiore concentrazione degli sforzi per assistere e creare opportunità di business per i propri associati, infatti, vogliamo affiancare un’attenta strategia di comunicazione che tiene conto del contesto territoriale nel quale si inserisce”. Il tutto sarà anticipato il 25 novembre nel corso di una serata al Teatro Alfieri, dove saranno presentate la campagna di comunicazione e gli eventi principali che API Torino ha preparato per il 2009. Primo fra tutti, l’esposizione fino al 9 dicembre presso la sua sede in via Pianezza 123 di
Senza Ragione, l’installazione di Filippo Leonardi scelta dall’API come opera rappresentativa della ricerca dell’artista. (
claudia giraud)
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