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Pescara risorge con il Festival Summeat. Tra arte e gusto, una creatività da non disperdere

di - 23 Aprile 2018
Stampa locale quasi assente, per Summeat, il festival del cibo e dei piaceri, ma noi ci siamo, per raccontare il lancio di questa prima edizione per una regione, l’Abruzzo, che memore di una lunga tradizione sa coniugare passione culinaria, design e arte contemporanea. L’occasione preziosa è offerta dal lavoro optical art di Vincenzo Marsiglia, a cura di Marcella Russo, in una struttura come l’ex fabbrica del liquore, l’Aurum, che costituisce un elemento di pregio storico in una città come Pescara, dove l’atmosfera frizzante della kermesse e il buon esito dei primi due giorni è già una vittoria. Sì, perché il progetto-pilota ha faticato e non poco a trovare una sponda negli sponsor che poi, però, per la valenza dello stesso hanno aderito entusiasti.
A metà tra murales e opera site specific, il lavoro di  Marsiglia, come una porta dei Leoni dell’antichità, apre lo spazio ellittico dell’Aurum alle esposizioni di un centinaio di prodotti gourmet del territorio. Optical Room, una delle due opere presentate da Marsiglia, ribalta l’idea del contenitore espositivo perché l’intervento artistico non è secondario né confinato al culmine del percorso ma spicca ed è stato appositamente pensato per essere una via di passaggio straniante, voluta anche per una tipologia precisa di pubblico che, così, può scegliere tra vini e piatti e assaggi di cucine stellate ma anche riproporre la propria immagine attraverso Interactive Portrait, un inedito ritratto digitale. Stanza optical e ritratto interattivo costituiscono, infatti, senza invadere lo spazio, quel tanto di estetica che basta per imprimere al festival, con la sua leggera eleganza, un tocco in più di gusto e cura, elementi che hanno richiamato l’attenzione di una utenza più giovane e smart, mettendo per qualche giorno l’Abruzzo adriatico di nuovo al centro della cultura.
Già, perché Pescara una stagione d’oro l’aveva già vissuta quando, tra il 1990 e il 2003, con il progetto Fuori Uso, ideato da Cesare Manzo e organizzato da Marcella Russo, sia l’Aurum che altri luoghi dismessi della città erano stati recuperati e riqualificati per ospitare performance e azioni, mostre e residenze ante litteram, con artisti del calibro di Joseph Kossut, Vanessa Beecroft, Getulio Alviani.
Ora è la volta di Marsiglia che della stella ha fatto il suo marchio di fabbrica e che prima di Ginevra, luogo del suo prossimo progetto, è stato selezionato per aprire i battenti del festival, proprio per il carattere innovativo e metamorfico della sua cifra stilistica. L’auspicio quindi è che Summeat, gli sforzi impiegati e l’energia che si vive in città non vadano dispersi tra criticità e problemi burocratici, come è successo per lo spazio di arte moderna Vittoria Colonna o altri luoghi storici. Pescara è viva e ha molto da offrire e non è un caso se la galleria Vistamare è un fiore all’occhiello dell’arte contemporanea di tutta Italia. (Anna de Fazio Siciliano)
In home e in alto: Vincenzo Marsiglia, Optical Room, Summeat Festival Pescara, Photo Roberto Sala

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