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Philippe Parreno, o della spettacolarità poetica della creazione. Una conversazione tra l’artista e Carlos Basualdo, a Palazzo Grassi

di - 4 Febbraio 2014
Se la sua installazione, Marquee, all’ingresso di Punta della Dogana -realizzata nel 2013, in occasione della mostra “Prima Materia” – non sembrava il pezzo più convincente della mostra, chi ha potuto vedere la sua retrospettiva al Grand Palais non ha potuto far altro che restare incantato.
Stiamo parlando di Philippe Parreno, che in un’occasione speciale giovedì, alle 18, sarà a Venezia, al Teatrino di Tadao Ando, per una conversazione (in inglese) con Carlos Basualdo, curatore al Philadelphia Museum of Art. L’artista, nato nel 1964 a Oran, anche in occasione della mostra parigina ha portato in scena lavori a “quattro e più mani”, pratica che caratterizza il suo lavoro dagli anni ’90 e che l’ha visto coinvolto in vari “esperimenti” insieme ad altri grandi contemporanei come Pierre Huyghe, Douglas Gordon e Dominique Gonzalez-Foerster.
Non un nome casuale, non solo perché all’interno dalla collezione Pinault, ma anche perché nella scorsa stagione ha contributo alla realizzazione della mostra, come collaborazione all’allestimento, “Dancing around the Bride”, curata proprio da Basualdo a Philadelphia. In questo caso Parreno, utilizzando lo spazio come un ambiente scenico, aveva creato una  scenografia inedita per mostrare l’influenza di Marcel Duchamp su quattro artisti americani del dopoguerra: John Cage, Merce Cunningham, Jasper Johns e Robert Rauschenberg.
Un’occasione per conoscere anche la storia di Marquee, parte di una serie di interventi già effettuati all’ingresso di numerosi musei, tra cui il Guggenheim di New York, la Kunsthalle di Zurigo e, anche al Palais de Tokyo, che evoca l’importanza acquisita dall’elemento spettacolare nel mondo dell’arte contemporanea. Per chi vuole sentire il racconto, ma non potrà essere a Venezia: www.palazzograssi.it/it/eventi-arte/art-conversations-philippe-parreno, in diretta streaming.

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