Non è di certo un luogo che fa parte dei grandi circuiti del contemporaneo, Follonica. Eppure, fino al prossimo 11 settembre (data non casuale) l’artista Hasan Elahi sarà in scena, insieme a Matteo Bianchi, Opiemme e Matteo Ufocinque Capobianco, con Studio Azzurro e il video Dove va tutta ‘sta gente all’interno del circuito Toscana 900 Piccoli grandi musei, curata da Antonio Paolucci e Carlo Sisi, sul tema della migrazione.
The Orwell Project, a cura di Karin Gavassa nasce da una domanda: “Dove si trovava l’11 settembre?”. L’FBI l’ha rivolta all’artista all’aeroporto di Detroit, scambiandolo per errore con un uomo sospettato di attività terroristiche. Dopo essere stato trattenuto all’Ufficio Immigrazione, e sottoposto a nove test della verità che lo hanno scagionato da ogni accusa, Elahi ha deciso di dimostrare la propria estraneità ai fatti con un progetto che ha reso la sua vita continuamente tracciabile. Come? Rendendo disponibili i dettagli della sua quotidianità sul web: migliaia di informazioni in tempo reale su orari, spostamenti, viaggi, carte di imbarco, foto dei pasti consumati durante i voli, movimenti bancari. Un’enorme mole di dati condivisibile da chiunque. Un progetto che dopo la Biennale di Venezia del 2007 arriva al MAGMA e alla Pinacoteca di Follonica e ci pone domande intorno ai temi della migrazione, dei confini fisici e culturali, dell’utilizzo delle nuove tecnologie e del loro impiego nella nostra quotidianità. I luoghi, le persone, le atmosfere entrano a far parte della mole di informazioni che il percorso artistico di Elahi contiene, diventando irriconoscibili nel contesto in cui le immagini sono raccolte. Un programma espositivo che, insomma, guarda al presente e a quel fenomeno per cui secondo la World Bank 190 milioni sono le persone che nel 2005 vivevano in un Paese. Migrazioni mai finite, e bene lo sappiamo. E forse, per questo, un tema da indagare, ancora, fortemente.