Va bene l’apertura internazionale, va bene la qualità come unico metro, va bene quel po’ d’attenzione verso il paese che ti ospita. Ma nel momento delle decisioni che contano, un signore che di nome fa François non può di colpo dimenticarsi di essere “connazionale” di Chauvin, il fittizio soldato – fanatico nazionalista francese – dal quale è nato lo… sciovinismo.
Il signor François di cui sopra è Pinault, presidente di Palazzo Grassi, che quindi annuncia ora che il nuovo amministratore delegato, incaricato della direzione di Palazzo Grassi e Punta della Dogana a Venezia, sarà il francese – attuale direttore generale della
Fiac –
Martin Bethenod.
Già delegato alle Arti Visive presso il Ministero della Cultura e della Comunicazione francese (2003 – 2004), attualmente in carica anche come direttore artistico dell’edizione 2010 della
Nuit Blanche a Parigi, Bethenod – che prende il testimone da Monique Veaute a sei mesi dalle sue burrascose dimissioni – entrerà in carica il prossimo 1 giugno.
“
Sono molto lieto dell’arrivo di Martin Bethenod a Venezia – ha dichiarato Pinault -.
La sua conoscenza dell’arte contemporanea, la sua solida esperienza nella realizzazione di grandi progetti culturali e la sua vasta cultura sono tutti elementi chiave per consolidare la dimensione internazionale di Palazzo Grassi e di Punta della Dogana”.
Salta all’occhio il curioso ruolo di battistrada giocato da Torino, nel decretare la formazione “fieristica” come propedeutica alla direzione di un grande museo o centro d’arte: lì con Andrea Bellini, soffiato ad
Artissima destinazione Rivoli, qui Bethenod, dalla
Fiac approdato a Palazzo Grassi. Attenzione dunque ai prossimi posti liberi nei musei…
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