Il laboratorio Percro della Scuola Superiore Sant’Anna e l’Opera della Primaziale Pisana hanno presentato in questi giorni il “Museo delle Pure Forme”. L’idea è di creare una grande galleria virtuale di sculture digitali. Le opere d’arte si potranno vedere e toccare, anche se si trovano all’altro capo d’Europa. “In un museo virtuale – ha spiegato il professor Massimo Bergamasco responsabile del laboratorio Percro – la necessità di spazio fisico propria di un museo reale viene trasformata in requisiti legati alle dimensioni degli spazi di memoria del computer, alle prestazioni di scaricamento di oggetti dalla memoria, nonché alle prestazioni della banda di comunicazione”.
Il progetto del Museo delle Pure Forme, partito a settembre del 2001, si inquadra nel programma Information Society Technologies dell’Unione Europea. I partner tecnologici del laboratorio Percro sono l’University College di Londra, l’Università di Uppsala e le società Pont-Tech e 3DScanners. I musei coinvolti sono il Museo dell’Opera del Duomo di Pisa e il Museo Galego de Arte Contemporanea di Santiago de Compostela (Spagna). E’ prevista a breve l’adesione di altre istituzioni di grande prestigio come l’Ermitage di S. Pietroburgo.
Lo scopo primario del progetto è creare un sistema di ambienti virtuali tramite il quale l’utente (principalmente il visitatore di un museo convenzionale) potrà interagire fisicamente, attraverso modalità visive e tattili, con modelli digitali in 3D di sculture e oggetti d’arte. La novità sta proprio nella possibilità di toccare le sculture e questo potrà avvenire grazie ad un sistema percettivo aptico capace di sfruttare sia gli input cutanei che cinestetici. Più semplicemente, il visitatore, una volta entrato nell’installazione virtuale, indosserà una sorta di esoscheletro e dei guanti e, così guidato, potrà toccare la scultura digitale che vede di fronte a sé.
La prima fase del progetto Pure Forme prevede l’acquisizione in digitale delle sculture. Quindi verrà creato un database che sarà disponibile sul web e a cui potranno accedere i vari musei affiliati e gli altri enti interessati. Il passo successivo sarà la realizzazione di alcune installazioni permanenti. La prima, nel maggio del 2004, sarà realizzata nel museo dell’Opera del Duomo di Pisa.
“Attualmente ci sono tre siti in Europa – ha spiegato il prof. Massimo Bergamasco, responsabile del Laboratorio Percro – uno è il Museo dell’Opera del Duomo, il secondo è il Centro Galego di Arte Contemporanea e il terzo è L’University College di Londra. Tutti e tre, già verso la fine dell’anno, cominceranno scambiarsi i loro database di sculture. Nel prossimo futuro si prevede la creazione di una rete di musei che avranno al loro interno o delle installazioni di musei virtuali o solamente una collezione digitale di sculture. Siamo già in contatto con musei in Russia, in Svezia, in Francia e in Italia che hanno manifestato interesse a partecipare alla rete .”
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