È l’architetto giapponese
Hikohito Konishi, con il progetto di una farmhouse caratterizzata da grande “umiltà e semplicità”, il vincitore della quarta edizione del
Premio Internazionale “Barbara Cappochin”, concorso per progettisti e costruttori che privilegiano la cultura della qualità nell’architettura. Promosso dalla Fondazione Barbara Cappochin e dall’Ordine degli Architetti di Padova, il Premio, che si inserisce all’interno dell’omonima Biennale, “
mira a valorizzare – ha sottolineato Giuseppe Cappochin, presidente della Fondazione –
l’architettura di qualità come obiettivo che, oggi più che mai, tocca non solo le dimensioni del costruire e dell’abitare, ma anche lo stesso vivere nelle città”.
430 i progetti presentati nelle diverse categorie (architettura pubblica, residenziale, commerciale e del paesaggio) e in concorso per i quattro riconoscimenti: il “Premio Internazionale Barbara Cappochin”, il “Premio speciale per la cura degli elementi di dettaglio”, il Premio speciale “Medaglia d’oro Giancarlo Ius” e il “Premio Provinciale”. Ad assegnarli una giuria internazionale di nove membri, tra i quali
Kengo Kuma, architetto ospite d’onore della Biennale nel 2007.
Anche il premio speciale per la cura degli elementi di dettaglio è andato a un’opera residenziale campestre, Casa De Masi, progettata dal padovano
Piergiorgio Semerano, mentre la medaglia d’oro Giancarlo Ius – istituita quest’anno in onore dello scomparso architetto, amico e grande sostenitore della Biennale, per premiare l’opera di architettura maggiormente innovativa sotto il profilo del risparmio energetico e dell’utilizzo di energie rinnovabili – è stata assegnata allo spagnolo
Francisco Mangado per lo Spanish Pavilion Expo Zaragoza 2008.
A
Lucio Bonafede è andato infine il premio provinciale, per il Ponte Balestra di Cittadella (Padova).
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