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Premio New York, i vincitori 2010/2011 sono Pietro Ruffo e Marinella Senatore

di - 27 Luglio 2010
Sono Pietro Ruffo per l’autunno 2010, e Marinella Senatore per la primavera 2011, i vincitori del Premio New York, programma di borse di studio riservato a giovani artisti italiani assegnate dal Ministero degli Esteri – Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, con l’Istituto Italiano di Cultura di New York e l’Italian Academy for Advanced Studies presso la Columbia University di New York.

Ai vincitori verrà offerta la possibilità di trascorrere un periodo a New York, in coincidenza con uno o due semestri accademici dell’Italian Academy, per “sviluppare le proprie capacità creative a contatto con l’ambiente culturale ed artistico degli Stati Uniti e in particolare di New York”.

Gli artisti potranno partecipare alle attività culturali organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’Italian Academy e assistere, come auditori, presso la Columbia University, a lezioni concernenti discipline quali la storia dell’arte, la teoria cinematografica, le arti visive e l’ architettura. Alla fine del soggiorno organizzeranno una mostra delle loro opere presso la Galleria ISCP (International Studio and Curatorial Program) o in altro spazio pubblico di New York.

I vincitori delle passate edizioni sono Matteo Basilè, Chiara Carocci, Marta Dell’Angelo e Sara Rossi (2002-2003), Sarah Ciracì ed Alessandra Tesi (2003-2004), Ra Di Martino e Gabriele Picco (2004-2005), Sissi, Ivana Spinelli, Antonio Rovaldi e Marcella Vanzo (2005-2006), Nico Vascellari, Rossella Biscotti, Paolo Chiasera ed Eva Mattes (2006-2007), Ettore Favini, Linda Fregni Nagler, Andrea Mastrovito e Silvia Vendramel (2007-2008), Salvatore Arancio, Alice Cattaneo, Meris Angioletti e Luca Trevisani (2009-2010).

Il primo a giungere nella Grande Mela sarà dunque Pietro Ruffo, in residenza dall’inizio di settembre fino alla fine di dicembre, per svolgere la ricerca dal titolo The rise of liberalist thought in the U.S.A. (marianna agliottone)

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www.italianacademy.columbia.edu

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  • Sei tu che ti vergogni per loro; io dico che la nonni genitori foundation è un bene, su flash art l'ho definito un vero ammortizzatore sociale. L'ikea evoluta è spesso evidente, per non parlare degli immaginari in bianco e nero, lo smart relativism (passare da una buona idea a quell'altra senza urgenze forti), il recupero dell'arte povera, ecc. (semmai possiamo entrare nello spceifico su qualche opera-artista nel tuo blog, cara "."). Ma anche omologarsi non è un problema, ognuno fa quello che vuole. Il problema è disincentivare e mortificare ciò che diverge e si pone coraggiosamente rispetto la sfida della contemporaneità. Perchè un sistema senza confronto critico e chiuso non solo toglie opportunità a tutti ma disincentiva il diverso. In questo modo non si va da nessuna parte. Io credo che tutti capiscano molto bene quello che dico, ma preferiscono l'omertà e fare finta di niente.

    Propongo solo delle tesi grezze, spesso faccio interviste per avere antitesi e migliorare queste tesi. Non credo di avere la verità infusa, anzi mi sembra di ripetere grandi banalità sotto gli occhi di tutti.

  • Vedete quì non si tratta di criticare il lavoro degli artisti, soprattutto se giovani. Si vuole criticare un sistema chiuso al confronto e i cui artisti-opere sono il suo prodotto. Perchè poi se non si fanno esempi concreti si diventa qualunquisti.

    L'italia, con alcune specificità (esterofilia e precarietà) risente di una sovraproduzione e una saturazione che interessano l'arte contemporanea internazionale. L'affaticamente del linguaggio è generalizzato (resistono solo valori conslidati) ma in italia sembra ancora più evidente,perchè abbiamo paura di essere italiani; e quindi omologarci ci rassicura sull'essere (certo italiani) ma colti e non volgari come il bar sport.

    Della chiusura del sistema ne ho le prove; come per una classe di critici e curatori che approfondisce poco quasi nella disillusione verso il linguaggio e un sistema italia irrecuperabile.

    E invece l'italia potrebbe godere del ruolo di late comer; perchè paesi con strutture forti sono anche paesi maggiormente rigidi all'innovazione.E invece preferiamo scimmiottare quello che non siamo,arrivando a risultati deleteri per tutti. E i giovani artisti sono le prime vittime inconsapevoli.

  • Lucarossi che non sei altro!!! Ben scritto e ben argomentato...però li vogliamo tirare fuori i nomi? Giacinto, Angela, Patrizia, Massimo eccetera?

  • ... nessuno ha aperto bocca sul fatto che a vincere il premio sia stato Pietro Ruffo?
    Ma nessuno dice niente??!!

  • caro morimura, i nomi sono sempre quelli.

    Però attenzione costoro si sono formati in un contesto avverso al contemporaneo, vivono e hanno vissuto una fase formativa e professionale traumatica e ora tirano a campare. Io vivo in Austria da 2 anni, e anche solo quì ci sono operatori SERENI che amano approfondire e fare bene il loro lavoro. In italia la maggior parte degli operatori si muove tra precarietà ed esterofilia, chi glielo fa fare di approfondire? Molto meglio scegliere la cosa più facile e vicina, solitamente l'amico..........solitamente che propone un standard rassicurante sull'internazionalità di tutti. ; )

    Da aggiungere un concetto morboso di "famiglia" (tutto italiano) che permette la formazione dei gruppetti del quartierino (vedi quello milanese)....per questi, come per le mamme di mezza italia, "AMORE" significa non CRITICARE mai il figlio...facendo ovviamente il male del figlio stesso....

    A tutto questo c'è un alternativa che si basa però sul reale interesse della gente.
    Anche per questo, come atto concreto, inviterò ogni ottobre gli utenti del mio blog ad ordinare una pizza presso la galleria massimo de carlo. Non in senso polemico, ma in senso vitale. Sembra infatti che le proposte troppo intelligenti trovino già nel sistema gli anticorpi...

  • Lucarossi...e mentre io e te denunciamo il malcostume che affossa l'arte nel nostro paese, il pubblico di exibart si scanna su una mostra di Laurina Paperina che ben pochi possono vedere...quelli sbaglieranno a gestire in maniera mafiosa il mondo dell'arte, ma questi son rimbambiti...

  • il malcostume che affossa l'arte nel nostro paese può essere superato. siamo noi che dobbiamo fare qualcosa. siamo noi il nostro paese.

  • francamente, per il mondo dell'arte faccio fatica a parlare di malcostume. Si tratta di giochini tra gli amici del quartierino, 3-4 operatori, 3-4 istituzioni che si scambiano favori...il minimo visti i tempi che stiamo attraversando. Forse il punto è che questi 3-4 operatori, semmai formati in contesti di frustrazione, pensano solo a se stessi e e operano sull'estero come dogana. Dogana matrigna visto che i nostri artisti all'estero, nelle migliori cose, mancano...

    Detto questo il punto vero è il linguaggio. Laurina Paperina è interessante perchè sviluppa una rispettabile e plateale forma di artigianato rispetto certi codici, e fa mostre "in tutto il mondo". E quindi "fare mostre" non significa nulla...Paperina ha più personali all'estero di Vascellari...ma è Vascellari che esprime un linguaggio più forte e fresco, per quanto remixi in modo accattivante alcuni codici (artigianato più raffinato).

  • marinella senatore non lavora con la galleria monitor bensi con umberto di marino di napoli

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