Il 43^ Premio Suzzara “Anima e corpo. Fra tradizione e cibernetica” è stato assegnato a Odinea Pamici (Trieste, 1951) per l’opera “Pranzo di nozze”. La commissione, presa visione di tutte le opere degli artisti invitati, ha attribuito il 1° Premio a maggioranza all’opera di Odinea Pamici per l’interpretazione personale che l’artista ha proposto del tema del 43° Premio Suzzara “Anima e corpo. Fra tradizione e cibernetica” attraverso una compresenza di linguaggi e per la complessità della scelta dei materiali in relazione all’idea di ritualità del corpo e dell’anima.
Il 2° premio è stato assegnato parimerito a Naiza Khan, per l’opera Henna Hands, per la ricerca basata sulla simbologia del corpo attraverso il legame tra una tradizione originaria del Pakistan e la sua collocazione nell’ambiente urbano; Liliana Malta, per l’opera L’uomo con il corno, per l’interpretazione lirica del corpo dipinto, sospeso fra la tradizione della pittura e la sua ancora possibile persistenza nel rapporto con le nuove tecnologie.
Corpo e anima, intesi come grandi campi di significazione sull’appartenenza, sull’essere e sul destino dell’uomo, sono due fra gli elementi più rappresentativi della riflessione più recente degli artisti di tutto il mondo. Si tratta di elementi che favoriscono anche una riflessione specifica sulle attuali relazioni fra uomo e tempo (passato – presente) e fra uomo e le attuali forme ibride tanto in senso genetico e scientifico quanto, soprattutto concettuale e filosofico che le ultime acquisizioni tecnologiche, biomediche, naturalistiche e informatiche, stanno mettendo a punto. La Sezione ad Inviti del 43° Premio Suzzara raccoglie diciannove artisti provenienti da tutto il mondo, selezionati da Martina Corgnati, Enrico Mascelloni e Nicola Marras.
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Il mio lavoro negli ultimi anni ha seguito il tema degli sconfitti. Dare luce a chi è sempre stato nell’ombra.