Archeoradar è il sistema specializzato nell’indagine non invasiva nel campo archeologico e dei beni culturali. Attraverso l’utilizzo del radar nelle attività di sondaggio preliminare è possibile ottenere un’immagine fedele del sottosuolo senza procedere ad uno scavo “a cielo aperto”, riducendo in tal modo sia i rischi che i costi.
Tale metodologia può essere applicata anche in altri ambiti di intervento, come le calamità naturali ed in particolare nelle fasi di soccorso post-terremoto.
La Soprintendenza Archeologica del Molise ha sperimentato questo piano di implementazione dell’uso delle apparecchiature georadar in alcuni siti regionali (Larino, Sepino e Atilia in provincia di Campobasso e Venafro in provincia di Isernia).
Il progetto inverte l’attuale tendenza, orientata ad utilizzare strumentazioni di mercato su singoli e specifici casi di interesse, e vuole invece creare le basi per uno studio e uno sviluppo sistematico di soluzioni tecnologiche specializzate legate al settore culturale.
I vantaggi, dunque, non sono trascurabili, visto che l’Archeoradar consente esplorazione costante del nostro sottosuolo ed in particolare del patrimonio archeologico ancora sommerso, oltre che fornirci strumenti per approfondire la conoscenza di situazioni già note e monitorarle periodicamente.
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Il mio processo nasce sempre da un’urgenza emotiva o da un’immagine mentale improvvisa, quasi sempre non figurativa