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Il professor Domenico De Masi è, a mio parere, un genio ed un eroe dell’architettura contemporanea. Un genio perché ha capito che, se voleva far realizzare l’auditorium a Ravello con una struttura moderna, doveva proporre una idea spiazzante. E lui la ha avuta. Farlo progettare dall’architetto più vecchio e più famoso sulla piazza: Oscar Niemeyer”.
Comincia così, con la lucidità e l’autorevolezza che ormai tutti conoscono, la riflessione che al progetto del grande architetto brasiliano ha voluto dedicare
Luigi Prestinenza Puglisi, nella sua rubrica sul prossimo numero di
Exibart.onpaper.
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Un’opera – prosegue l’esperto -,
che alla faccia di quanto vaticinavano gli ambientalisti più radicali, ha migliorato il paesaggio di uno dei luoghi più incantevoli della costiera amalfitana. Ma anche uno dei luoghi più deturpati dal cattivo gusto e dall’abusivismo: quello che trasforma in villettine i depositi di attrezzi agricoli e scava antri tetri nella montagna per ricavare preziosi metri cubi aggiuntivi che sfuggono ai controlli degli elicotteri della finanza”.
Ma De Masi – presidente della Fondazione Ravello – è andato avanti, donando alla splendida località uno spazio importante per il Festival, ma anche come eventuale sede di una scuola di musica e di danza, come ritrovo per spettacoli e manifestazioni, o per ospitare conferenze e convegni.
Ma le polemiche non si sono sopite, e per sgombrare il campo da ogni pretestuosa e strumentale ostilità – suggerisce Prestinenza – “
l’ auditorium deve funzionare e essere gestito secondo le sue potenzialità. Ma perché ciò avvenga c’è solo un modo: darlo in gestione, e al più presto, a chi, come la Fondazione Ravello, lo ha a cuore ed ha sufficiente prestigio e credibilità per coinvolgere nelle prossime attività i più qualificati soggetti internazionali”.
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