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Pulitzer 2018. Tra i vincitori, il critico Jerry Saltz. E c’è anche il rapper Kendrick Lamar

di - 17 Aprile 2018
È il riconoscimento più ambito nel settore giornalistico ma il Premio Pulitzer, gestito dalla Columbia University di New York e istituito nel 1917 dall’editore Joseph Pulitzer che, nel 1912, diede avvio a una tra le prime scuole di giornalismo al mondo, prevede anche altre categorie, dedicate, per esempio, a musica e poesia. 10mila dollari la ricompensa assegnata a ciascun vincitore, tranne che per la categoria Giornalismo per il bene pubblico, il cui premio consiste in una medaglia d’oro. I riconoscimenti dell’edizione del 2018, scelti da una giuria specializzata e composta da 19 membri, sono stati appena assegnati e non solo raccontano storie e argomenti di un intero anno ma descrivono anche le tendenze dell’informazione.
Per esempio, il ruolo di Jerry Saltz nel dettare gli orientamenti dell’arte contemporanea e della cultura è stato ufficialmente riconosciuto con il premio alla Critica, conferitogli per i suoi editoriali sul New York Magazine. Eppure, molto spesso, lo stesso Saltz ha definito poco influente il peso degli addetti ai lavori nella formazione delle mode e dei gusti. Bisogna aggiungere, però, che la sua fama deriva anche da uno stile autoironico e salace, con la battuta sempre pronta a colpire il beersaglio. Saltz è una vecchia conoscenza del Pulitzer, al quale è stato nominato anche nel 2001 e nel 2006, e ha tenuto diversi corsi alla Columbia University, ha collaborato con riviste come Frieze e Art in America ma è presente anche sulle pagine di Facebook, che usa quotidianamente non solo per proporre dibattiti ma anche per dare informazioni sulla propria dieta. Nel 2010, l’artista Jennifer Dalton ha esposto What Are We Not Shutting Up About?, alla FLAG Foundation di New York, un’opera nata dall’analisi di cinque mesi di conversazioni sui social tra Saltz e i suoi amici.
Farà discutere l’assegnazione del Pulitzer per la musica al rapper Kendrick Lamar, per l’album Damn, definito un lavoro che fotografa la complessità della vita per gli afro-americani. Il riconoscimento segna un cambio di passo, visto che negli scorsi anni il premio era stato sempre attribuito a musicisti jazz o compositori classici, come Duke Ellington, George Gershwin, Thelonious Monk, John Coltrane e Hank Williams.
Al New York Times, al New Yorker e, in particolare, a Megan Twohey, Jodi Kantor e Ronan Farrow, va la medaglia per il Public Service, per gli articoli e le inchieste sulle molestie sessuali che hanno dato inizio al movimento internazionale #metoo. Alla redazione del Press Democrat, giornale locale californiano della zona di Santa Rosa, va il premio per la categoria Breaking News Reporting, per la copertura multimediale dei devastanti incendi dello scorso autunno. Al Washington Post, per le indagini sul politico repubblicano Roy Moore, va il premio Investigative Reporting, mentre alla redazione del Cincinnati Enquirer, per i suoi articoli sull’abuso di farmaci antidolorifici ed eroina in Ohio, il premio per la Cronaca Locale. Ancora New York Times e Washington Post al primo posto, questa volta per la Cronaca Nazionale, per la loro copertura sulle ingerenze russe nella politica statunitense, una campagna investigativa conosciuta con il nome di Russiagate. A Clare Baldwin, Andrew R. C. Marshall e Manuel Mogato, dell’agenzia internazionale Reuters, il premio Cronaca internazionale, per il racconto degli abusi e delle violenze della polizia filippina sotto il governo del presidente Rodrigo Duterte. La sezione Disegni e vignette va a Jake Halpern, giornalista freelance, e a Michael Sloan, illustratore del New York Times, per come hanno raccontato le storie vere di una famiglia di rifugiati. Breaking News Photography award a Ryan Kelly, del Daily Progress, per aver fotografato il momento in cui un’auto guidata da un suprematista bianco ha investito la folla e ucciso una donna a Charlottesville, in Virginia.
Nell’area Letteratura, va a Frank Bidart, con Half-Light, il premio per la Poesia, a Martyna Majok, con Cost of Living, il premio per il Teatro, e ad Andrew Greer, con Less, pubblicato in Italia per La Nave di Teseo, il premio per la Narrativa.

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