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Quale cultura oggi, nell’agorà virtuale? Ai “Cambiamenti” del Pecci arriva Zygmunt Bauman in conversazione con Wlodek Goldkorn

di - 15 Marzo 2015
Lunedì bollente, tra le domande intorno alla cultura lanciate da due grandi penne: quella del giornalista Wlodek Goldkorn e il filosofo Zygmunt Bauman, teorizzatore della celeberrima “Modernità Liquida”.
Chi sono oggi gli intellettuali? Chi decide cos’è cultura? Quanto il mercato influenza e si ripercuote sulla libertà di pensiero? Quanto e come le nuove tecnologie, le continue trasformazioni geopolitiche e il “digital divide” hanno trasformato il ruolo degli intellettuali?
La partenza per queste questioni è proprio dal saggio di Bauman La decadenza degli intellettuali. Da legislatori a interpreti, pubblicato per la prima volta nel 1987, per arrivare alla “mercificazione” delle esistenze, di quella individualizzazione che nella “Modernità Liquida” ha portato anche al perseguire singolarmente la propria felicità escludendo la società in cui si è immersi: «La felicità è ora vista come un qualcosa a cui lavorare da soli, anche se ciò si riduce a un solitario accumulo di merci da negozio», spiega il filosofo.
Dove si andrà a finire nella conversazione con Goldkorn, fino al 2103 responsabile cultura del settimanale “l’Espresso”? A Twitter, Facebook e alle altre piattaforme online per capire come si generi “autorità” attraverso una società virtuale e su come oggi la sfera pubblica sembri essersi spostata sempre più online, verso una sorta di agorà apparentemente aperta a tutti, perché anche nell’era dei new media non esistono legislatori senza despoti.
Una rassegna Cambiamenti/Changes «nata per cercare di comprendere dove stia andando il mondo, quanto sia importante captare i cambiamenti sociopolitici che stiamo attraversando e quanto le attività culturali siano interrelate con quelle politiche», come ha dichiarato il direttore Fabio Cavallucci. Appuntamento dalle 18, ma per chi non potesse essere a Prato lo streaming è servito: www.centropecci.it

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