Quanto conta l’estrazione sociale e finanziaria per diventare artisti? È una domanda che da sempre incombe sul mondo dell’arte, un universo in cui il denaro è sempre stato il carburante e che si nutre di grandi aste, offerte milionarie e ricchi mecenati.
La questione non è però tanto quanto il denaro influenzi in generale il mondo dell’arte contemporanea, ma quanto debba essere considerato un prerequisito per sfondare come artista, al pari del talento o della fortuna. Non mancano esempi recenti ad alimentare il dibattito: a marzo 2015 il Guggenheim ha esposto i lavori dell’artista iraniana Monir Shahroudy Farmanfarmaian, che il Finanacial Times ricordava essere la discendente di una famiglia di ricchi mercanti e il cui padre è stato eletto nel parlamento iraniano.
Lo stesso tipo di insinuazioni sono state rivolte a una delle artiste più famose, innovative e discusse del nostro secolo, Yoko Ono. Oltre che per essere stata la compagna di uno dei grandi della musica come John Lennon, Ono (foto in home page) è figlia di un grande banchiere e nipote del fondatore della potentissima Yasuda Bank, più che un’istituzione nel Sol Levante. Tra i più giovani vengono spesso tirati in ballo Rachel Rose (foto sopra) e Dash Snow, prolifici e visionari artisti entrambi rampolli di facoltose famiglie. A riflettere sul peso del background familiare nella scalata al successo può aiutare il parallelismo tra la figura dell’artista e quello dell’imprenditore: per quanto possa sembrare che il paragone sminuisca la nobiltà della produzione artistica è indubbio che entrambe le professioni siano strettamente connesse con l’accesso al capitale. Quando si ha una famiglia facoltosa alle spalle che finanzia le proprie velleità artistiche e non ci si deve preoccupare dei bisogni fondamentali, essere creativo è decisamente più facile.
Al di là di tutte queste considerazioni bisogna ricordare che un’inchiesta britannica ha rivelato che la stragrande maggioranza degli artisti in circolazione provengono dalla classe media, una tendenza che sembra valere anche negli Stati Uniti. E in Italia? Forse una famiglia facoltosa alle spalle può semplificare il lavoro dell’artista, ma gli ingredienti per il successo sembrano essere piuttosto una mente aperta e il supporto morale, più che finanziario, dei propri familiari. (gt)