Dopo
William Baziotes, Jackson Pollock e
Richard Pousette-Dart, è ora la volta di
Adolph Gottlieb, carismatico artista e intellettuale, esponente di quell’espressionismo astratto che, nel secondo dopoguerra, rivoluzionò pratiche e teorie artistiche del contemporaneo.
La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, con questa retrospettiva curata da Luca Massimo Barbero – la prima antologica italiana dedicata al maestro americano -, prosegue la sua indagine intorno a quegli artisti d’oltreoceano il cui linguaggio maturò proprio negli anni in cui Peggy apriva a New York la sua galleria Art of This Century.
In occasione della mostra, il museo veneziano, da sempre impegnato nella messa a punto di ottimi programmi culturali, didattici e di intrattenimento, collaterali agli eventi principali, lancia
ArTalk, focus composto da 4 originali conferenze che avvicinano il pubblico alla figura di Gottlieb. Il ciclo di brevi talk prevede l’intervento di quattro studiosi che, attraverso l’analisi di un’opera in mostra, si alterneranno in approfondimenti di circa 30 minuti, inerenti il lavoro del grande artista statunitense.
Ha aperto le danze, con una conferenza dal titolo
La cucina alchemica di Adolph Gottlieb, Tiziana Migliore, docente di Letteratura artistica della Facoltà di Design e Arti, assegnista di ricerca allo IUAV e membro del Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia (LISaV-IUAV).
Per tutti quelli che non c’erano e che avessero voglia di approfondire,
Exibart.tv pubblica, sabato 16 ottobre, la registrazione integrale dell’incontro. I sabato successivi anche gli altri 3 talk saranno disponibili sulla nostra web tv: Giovanna Zen, con
Gli ambienti delle opere di Adolph Gottlieb, Giovanni Bove, con
Adolph Gottlieb tra pittura e scrittura, e Maria Teresa Dal Bo, con
I “Brust”: turbolenze, scoppi, deflagrazioni. (
helga marsala)
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