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Quel pasticciaccio brutto del MOCA. Rivendicazioni e associazioni contro la direzione Deitch, “non in grado di gestire un museo mondiale”

di - 29 Luglio 2012
«Jeffrey Deitch non ha più alcun credito come direttore di un museo di importanza mondiale, e di questo passo porterà il MOCA nel baratro»: sono le parole che ha usato Charles Young, ex amministratore delegato del museo losangelino, con l’azionista Eli Broad, che se seguirà il consiglio potrebbe licenziare anche il direttore, dopo aver rimosso il capo-curatore Paul Schimmel.
Broad, amico di lunga data di Young, esercita un potere notevole sulle finanze del museo, visto che il suo impegno si era concretizzato anche in 30 milioni di dollari durante la crisi che colpì l’istituzione nell’autunno del 2008.
Nella missiva Young ha scritto a Broad, che questo fuoco incrociato di cambiamenti nell’assetto del MOCA, che dura ormani da diverso tempo, avrebbe quantomeno dovuto essere uno spunto di riflessione per capire che il direttore Deitch non è qualificato per il ruolo che svolge. E pare lo pensino in molti degli interni del museo.
Ma Young continua, facendo presente a Broad che dovrebbe essere preoccupato anche per le dimissioni di altri fiduciari di vecchia data, di David Johnson e Maria Bell e di altri membri del consiglio. Che fare ora dunque? Nulla, secondo l’ex amministratore, potrà funzionare in questo modo.
Sul piatto della bilancia ci sono anche drastici tagli di personale, compresa la decimazione apparentemente deliberata dello staff curatoriale, e il fallimento del consiglio nel trovare sovvenzioni per la struttura. Broad ovviamente ha rifiutato di commentare il messaggio di Young e Deitch non era disponibile.
Nel frattempo, un gruppo artisti originariamente fondato da Cindy Bernard e Diana Thater nel 2008, ha chiesto di mettere il più velocemente possibile qualcuno al posto di Paul Schimmel e anche a sostituzione del posto di Senior Curator liberato da Philipp Kaiser.
I funzionari del museo dicono che invece questi due posti non si riempiranno, ma vi sarà un piano di lavoro con curatori free-lance in collaborazione stretta con Deitch.
Sul sito www.change.org è ora in corso una mobilitazione contro lo stato attuale del MOCA, che in pochi giorni ha già raccolto 675 firme, tra cui artisti del calibro di Ingrid Calame, Roy Dowell, Fritz Haeg, Anna Sew Hoy, William Leavitt, Dave Muller, George Stoll, Lari Pittman, Stephen Prina e Jennifer West, così come curatori locali come Ali Subotnick dell’Hammer Museum e Rebecca McGrew del Pomona College Museum of Art.
In aggiunta ai cambiamenti del personale, la petizione chiede al museo di mettere quattro nuovi artisti-amministratori per sostituire quelli che se ne sono andati, ovvero John Baldessari, Catherine Opie, Barbara Kruger ed Ed Ruscha, dimessosi dopo l’esclusione forzata di Schimmel in segno di protesta contro la direzione curatoriale del museo.
Cindy Bernard ha dichiarato infine che nessuno vuole insegnare come “gestire” un museo, ma che da Deitch -come da chiunque altro- ci si aspetterebbe un maggiore coinvolgimento nella raccolta dei fondi e delle attività museali, rimarcando la necessità di un senior e di un chief curator che facciano da tramite con i lavoratori free lance e con il resto dello staff curatoriale. Insomma, una serie di nubi all’orizzonte che sul cielo di Los Angeles, aleggiano da diversi mesi. Odore di nuovi assetti per tutti?

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