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Raccontare il mare. A Napoli, torna la rassegna fotografica dedicata al Mediterraneo

di - 27 Giugno 2018
Il mare che unisce i Paesi che separa, raccontato nelle fotografie di Valeria Ferraro, Laura Pezzenati, Eros Mauroner, Mara Scampoli, Mattia Alunni Cardinali, Katty Nucera, Francesca De Caro, Julia Carbonaro, Federica Lamagra, per la rassegna annuale, arrivata alla sesta edizione, a cura dell’associazione Lo Cunto. Scelte da una giuria e diffuse negli spazi della Basilica di San Giovanni Maggiore, a Napoli, le opere degli autori ricostruiscono la storia culturale, religiosa e profondamente umana del Mediterraneo. In dialogo anche altre opere fotografiche di Lorenzo Pesce, Giulio Cirri, Alessandra De Cristofaro, Roberta Barzaghi e Iole Capasso, per una esposizione collaterale, sotto la direzione artistica di Patrizia Varone. Ma molte sono le sezioni, come quella dedicata all’attualità e quella al femminile, per un’immagine completa su un argomento critico.
Le fotografie ritraggono bagnanti, migranti in doppio petto su una spiaggia, il carcere di Procida, uomini in attesa di qualcuno o di qualcosa. Attraverso generi e soggetti diversi, la rassegna intercetta le radici storiche dei conflitti che, nel Mediterraneo, nascono e si consumano. Il mare di tutti e di nessuno, nostro ma anche di altri, da sempre crocevia di storie e di etnie diverse. Il mare come teatro di uomini persi ma anche culla di civiltà.
Anche quest’ anno la rassegna promuove e sostiene le esperienze laboratoriali di giovani fotografi. Oggetto di questa ricerca artistica è l’universo sociale e, a volte, personale di essere umani che mettono a nudo le proprie insicurezze, le proprie imperfezioni e le ferite, sotto l’occhio della macchina fotografica. Infatti, all’interno degli spazi della Basilica, è stata allestita anche “Sguardi dal Mediterraneo degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli”, in collaborazione con Fabio Donato.  La mostra è completata da una sezione extra, con un lavoro sulla Palestina, di Francesco Cito, una ricerca sulle seconde generazioni di immigrati, di Gerald Bruneau, e un lavoro sul ghetto di Venezia, firmato da Davide Calimani. (Danilo Russo)

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