Virtual Reality e archeologia. È questo il tema della prima delle due giornate di convegno in programma a Bologna, al Museo della Musica, per approfondire l’attualissimo argomento della realtà virtuale applicata ai beni culturali. Nel corso del primo incontro Pietro Giovanni Guzzo, Soprintendente Archeologo di Pompei, Ercolano e Stabia presenta gli atti della giornata internazionale di studi Ut natura ars. Virtual Reality e archeologia, tenutasi sempre a Bologna nel 2002, con archeologi e specialisti dell’elaborazione dell’immagine a confrontarsi su problemi tecnici e soprattutto di metodo della ricostruzione virtuale in archeologia. La seconda giornata – sul tema Cultura: la via da ICT a UCT (Universal Convergence Technologies – vede come momento centrale l’incontro con Kim H. Veltman, Direttore Scientifico del VMMI, Virtual Maastricht McLuhan Institute. Che parlerà – con i numerosi altri relatori – delle ricostruzioni virtuali del mondo fisico, tendenza che negli anni Novanta si è estesa alla sfera culturale, partendo dai singoli edifici e monumenti, fino ad arrivare ad interi siti archeologici e città.
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