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Riapre dopo la ristrutturazione il Museo Retico, scrigno di antichi popoli trentini

di - 12 Luglio 2008
È stato appena riaperto dopo la ristrutturazione curata dalla Soprintendenza per i Beni archeologici della Provincia autonoma di Trento. A pochi chilometri da Trento, tra prati verdi e distese di meleti e dove i paesini, coi loro campanili puntuti e le chiese affrescate sulla facciata, sembrano usciti da un quadro Biedermeier, c’è un forziere che custodisce tesori antichi. Il luogo è Sanzeno, al centro della Valle di Non, e lo scrigno in questione è il Museo Retico, che conserva anche le testimonianze del passaggio dei Goti e dei Longobardi e del periodo medievale. Un edificio in stile decostruttivista, realizzato nel 2003 dal trentino Sergio Giovanazzi, che occupa la spianata a sinistra della strada panoramica in direzione del passo della Mendola. Qui sono esposti i tanti reperti emersi dagli anni Venti del secolo scorso da numerose campagne di scavo che hanno permesso di ricostruire la lunga storia della valle. L’Anaunia, chiamata così dal suo fiume Noce – che gli abitanti preferiscono chiamare Nós -, fu abitata sin dall’XI millennio a.C., e assunse importanza grazie ai Reti, indigeni pre-indoeuropei che vivevano come in una piccola Svizzera: piccole comunità indipendenti, allevamento e agricoltura a volontà, campi e pascoli in comune e interessanti forme di autogoverno assembleare. Abili nel lavorare il ferro, enologi ante litteram (famoso il vino che producevano), erano politeisti e utilizzavano un alfabeto di tipo etrusco. E la loro fierezza, pur essendo per natura pacifici, era nota tanto che i romani dovettero investire parecchi anni e un paio di guerre prima di riuscire ad averne ragione alla fine del I secolo a.C. La loro epopea, tuttavia, non finì, come dimostrano certi usi e costumi – a cominciare da alcuni “trucchi” nella costruzione delle abitazioni – che ancora oggi, dopo millenni, si riscontrano in loco. L’allestimento del museo, opera di Maurizio Buffa, ci conduce attraverso un suggestivo “pozzo del tempo” in una spirale vichiana tra i millenni mostrandoci l’evoluzione della valle tramite attrezzi per il lavoro agricolo, oggetti di culto, statue, corredi funerari, cimeli di bronzo, epigrafi e testimonianze della diffusione del Cristianesimo. Anche nei suoi lati truculenti, come l’uccisione, il 29 maggio 397 proprio a Sanzeno, di Martirio, Sisinio e Alessandro, i cui resti riposano accanto a splendidi affreschi romanici, nella chiesa parrocchiale a loro dedicata. Il percorso museale è completato da sale conferenze, spazi per attività e laboratori didattici, una biblioteca e una vasta area esterna per l’archeologia sperimentale. In occasione della riapertura troviamo la mostra Sanzeno Antica, che illustra i risultati degli scavi condotti sul posto dall’Ottocento ad oggi. Capatina davvero consigliata: come tregua dal contemporaneo di Manifesta 7, ma anche per una pausa rinfrescante dalla calura cittadina. (elena percivaldi)






Museo Retico
Via Nazionale, 50 – Sanzeno (Trento)
Info: 0463 434125
Web:
www.comune.sanzeno.tn.it

[exibart]

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