Una scoperta sensazionale, di quelle che lasciano il segno. È la statua in terracotta di una Madonna di inizio Quattrocento, scoperta casualmente dai restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze durante un sopralluogo nel Vescovado di Fiesole. Restaurata dallo stesso Opificio l’opera, finora del tutto sconosciuta, si è rivelata di qualità altissima sia nel modellato che nella policromia, ancora originale: caso raro per opere di questo tipo, che di solito arrivano a noi pesantemente ridipinte. Le indagini hanno mostrato che la scultura è un prototipo originale, modellato direttamente in creta, da cui è stata tratta una matrice per una ventina di repliche in terracotta e in stucco alcune delle quali esposte in importanti musei. E qui arriva la sorpresa: secondo Laura Speranza, storica dell’arte e direttore del settore Materiali Ceramici Plastici e Vitrei dell’Opificio, che ha diretto l’intervento, l’autore del capolavoro sarebbe nientemeno che
Filippo Brunelleschi: ”
Luciano Bellosi – spiega –
riferisce questa tipologia di Madonne al Maestro del San Pietro di Orsanmichele, cioè il giovane Brunelleschi, nella fase poco nota della sua attività che si colloca dopo il concorso del 1401 per le porte del Battistero e prima delle grandi opere architettoniche”. Resta ora da chiarire chi commissionò la scultura e come sia arrivata all’Arcivescovado fiesolano. L’ipotesi è che si tratti proprio di quella Madonna in terracotta, ricordata nel 1418, che stava nella camera da letto di Giovanni di Bicci de’ Medici, uno dei più importanti committenti del Brunelleschi: lo proverebbe l’abitino a bolli d’oro del Bambino, che sembra derivare dallo stemma dell’Arte del Cambio, di cui Giovanni era stato più volte priore. Il capolavoro, dopo i due anni di restauro, viene ora mostrato per la prima volta al pubblico nel Museo dell’Opificio delle Pietre Dure a Firenze. (
elena percivaldi)