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Ritrovate a Roma le pitture del Bal Tic Tac, il locale futurista decorato da Giacomo Balla

di - 20 Ottobre 2018
Si chiamava Bal Tic Tac e fu inaugurato da Filippo Tommaso Marinetti in persona nel novembre del 1921. Era il primo locale futurista di Roma, in un tempo in cui la parola Avanguardia era sinonimo di una spirale di colori, musica, rumori e stimolazioni sensoriali che dovevano uscire fuori dai quadri e coinvolgere ogni aspetto della vita quotidiana, trasformandosi in un travolgente stile di vita e di pensiero.
La decorazione della sala da ballo fu affidata a Giacomo Balla, che decise di ricoprirne interamente le pareti e il soffitto trasformandole in “un ingresso fantasmagorico di fiamme infernali”, come lo definiva la figlia Elica, ripensando anni dopo ai gialli, ai rossi e ai blu che lampeggiavano nelle pitture del padre nel tentativo di evocare la frenesia del ballo, in cui le figure dei danzatori si scompongono in forme geometriche variopinte, perdendo ogni connotato. Realizzata in quattro febbrili mesi di lavoro e pagata la consistente cifra – per l’epoca – di quattromila lire, la decorazione venne dimenticata e fu considerata persa dopo la chiusura del locale. Se ne tramandava solo l’indirizzo, su via Milano, traversa di via Nazionale, e restavano poche fotografie. Fino a una fortunosa scoperta fatta nel 2017 nel corso dei lavori di sistemazione all’interno di alcuni ambienti al piano terra di Villa Huffer che, in anni recenti, erano stati occupati da un negozio di lampade di design.
Riemerge così, dopo quasi cent’anni di oblio, l’opera più grandiosa di Balla: una superficie di circa ottanta metri quadri dipinti a tempera, che non era stata distrutta ma semplicemente ricoperta da ridipinture e superfetazioni posticce. Quella riscoperta è solo una parte dell’imponente lavoro del pittore; non si sono conservati infatti i dipinti del piano superiore e mancano tutti gli arredi progettati in stile futurista ma è comunque una scoperta eccezionale.
«Un ritrovamento che ha del miracoloso», commenta il soprintendente speciale Francesco Prosperetti, descrivendo «colori incredibili, aggressivi, una pittura che all’epoca doveva essere davvero innovativa e sconvolgente». La parte meglio conservata è il soffitto del pianterreno. Dall’inizio degli anni Duemila, l’immobile è di proprietà della Banca d’Italia, che lo sta ristrutturando per ospitare al suo interno un Museo della Moneta e della Finanza, diretto da Massimo Omiccioli. L’inaugurazione è prevista per la fine del 2021 e senza dubbio le pitture futuriste, che saranno restaurate da un pool di esperti, saranno una delle principali attrazioni del museo.
Bankitalia annuncia anche il suo impegno per la riapertura di Casa Balla di Via Oslavia, la residenza del pittore dal 1929 al 1958, da lui interamente decorata e arredata fino a farne un vero e proprio tempio della sua arte e della memoria futurista. (Francesco Paolo Del Re)

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