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vai robert, facci godere
cara jeppa,
si, gli artisti vivono in un loro mondo solipsistico, per cui chi se ne frega delle loro opinioni politiche. Negli anni Settanta Lucio Battisti veniva tacciato di qualunquismo perche' cantava il privato, l'individuo, il personale...persone come te esaltavano il vero impegno di Guccini e soci...ma chi e' ancora ascoltabile 30 anni dopo, chi faceva arte o chi faceva politica?
se vuoi dare un messaggio manda un telegramma
(Billy Wilder)
Era ora che Storr dicesse una verità ineluttabile, storica e innegabile quanto il DNA della Sapienza; l'arte non è un veicolo sociologico in senso stretto, semmai i suoi messaggio debbono essere rappresentati non didascalicamente,altrimenti non si ha il dono di essere artisti, si vuole (e si sa) solo comunicare. E sono capaci in molti. Bravo Storr, speriamo che qualcuno apra gli occhi, chè con opinionisti vecchi e nuovi, anche su questa testata, ormai abbiamo addormentato i sensi e la percezione, unici destinatari dei "messaggi" criptati e sfidanti dell'arte vera. Professionalità di periferia, purtroppo per noi e per tutto il sistema Italia.
una biennale all'insegna dell'individualismo quindi.
Forse che gli artisti vivono in un altro mondo o sotto ad una campana di vetro?
Caro Giampaolo,
Guccini mi ha sempre fatto venire l'orticaria, e che c'entra la politica?
Semplicemente apprezzo quegli artisti che non si occupano solo "del proprio obellico"
ma anche di quello dei suoi simili.
Simili che potranno poi riconscersi e comprendere l'opera dell'artista.
Un'idea roamntica forse......c'è chi dice che l'arte è morta.
Per Morimura
sono davvero ignorante, credevo che l'arte fosse il modo scelto dall'artista per comunicare ad altri.....
Ma sono d'accordo con te, a volte sarebbe davvero meglio che qualcuno si risparmiasse e mandasse solo un telegramma.
la contraddizione è presto risolta:
l'arte serve sì a comunicare con gli altri, ma (sempre e solo) suo malgrado