A partire dal 3 novembre, ogni primo mercoledì del mese alle ore 16:30 i depositi del Macro riaprono al grande pubblico. Eccezionalmente per un pomeriggio, la collezione permanente del Museo, composta da opere di artisti italiani dagli anni ’60 alle ultime generazioni, potrà essere ammirata da tutti.
Per favorire la fruizione della collezione, che dal prossimo anno sarà preclusa al pubblico a causa dei lavori di ampliamento del Macro su progetto dell’architetto francese Odile Decq, l’ingresso ai depositi è compreso nel biglietto del Museo, ridotto a 1 Euro e, come di consueto, gratuito sotto i 18 e oltre i 65 anni.
Disposte secondo un ordine cronologico, s’incontrano opere che riassumono tutti i movimenti e le scuole che hanno caratterizzato la storia dell’arte contemporanea dal secondo dopoguerra ad oggi, frutto anche di recenti acquisizioni: dal gruppo Forma 1, testimoniato da Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Achille Perilli e Piero Dorazio, all’Informale “materico”, con le sculture di Leoncillo, alla “Scuola di Piazza del Popolo” con Tano Festa, Mario Schifano, Titina Maselli, Mimmo Rotella, all’Arte Povera con Mario Ceroli e Pino Pascali, alla “Nuova Scuola Romana” con Piero Pizzi Cannella, Gianni Dessì, Marco Tirelli, Domenico Bianchi, Bruno Ceccobelli, fino alle tendenze più recenti rappresentate da Gianni Asdrubali, esponente dell’Astrazione Povera, Giovanni Albanese, il cui mezzo espressivo è il ready made e l’invenzione meccanica, e Cristiano Pintaldi, che simula con i pennelli la struttura dell’immagine televisiva.
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