Certo, ormai il plot comincia a essere un pochino inflazionato a Roma, fra feste del Cinema, la Filosofia, la Letteratura, la Matematica, la Fotografia e via dicendo. Però non si può negare che la Capitale sia ultimamente diventata la vetrina più attiva per i grandi architetti internazionali, con l’arrivo dei vari
Zaha Hadid, Odile Decq, Richard Meier, giusto per citare qualcuno. E quindi non poteva tardare ad arrivare una
Festa dell’Architettura, che infatti prende il via ora con la presentazione all’Auditorium – Parco della Musica.
“
Abbiamo voluto regalare alla città un momento di riflessione che avesse l’architettura quale protagonista – dice Amedeo Schiattarella, presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma -.
Il nostro obiettivo è promuovere una sensibilità diffusa nei confronti del vivere in città e contribuire a rendere i cittadini consapevoli delle trasformazioni in atto e dell’influenza che l’architettura ha sull’ambiente e sulla vita di tutti noi”.
A tenere a battesimo il neonato appuntamento è l’architetto
Paolo Soleri, Leone d’oro alla carriera alla
Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia nel 2000, con una lezione magistrale alle ore 10.00 sul tema “La frugalità elegante”.
Negli spazi dell’Auditorium Arte si inaugura la mostra collettiva
Cities. Places Visionaires, con immagini di alcuni tra i grandi maestri della fotografia urbana, da
Gabriele Basilico a
Damir Ocko, Dmitry Gutov, Marco Zanta, Michael Wolf, Peter Schloer, Shaun Gladwell.
Il 3 ottobre alla Casa dell’Architettura si terrà la consultazione-happening “Rome. Nome Plurale di Città”, una no-stop di interventi (di 10 minuti ciascuno) che vedrà Roma al centro di un dibattito infervorato. Tra gli interventi previsti quelli di Fulvio Abbate, Alberto Abruzzese, Franco Ferrarotti, Doriana Fuksas, Francesco Garofalo, Enrico Ghezzi, Nathalie Grenon, Giacomo Marramao, Renato Nicolini, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Italo Rota, Piero Sartogo.