Su Il Giornale il critico d’arte Vittorio Sgarbi racconta delle sue amiche, belle, pazienti ma soprattutto statue. Ughetta, Velia, Maria Teresa, Aida ora sono “fuori casa”, esposte in mostra. Ma non devono temere, il “fedele” (all’arte) Sgarbi aspetta solo il loro ritorno.
Prima Chiesa poi Tempio, prima Basilica poi moschea. Bastano tredici racconti e un libro per smontare l’architettura, tutt’altro che statica anzi “mobile”. Sulla mutabilità dell’architettura, La Stampa.
Quel che resta della monumentalità del passato declinata artisticamente da maestri come Calatrava, Paladino, e Dessì. Lo racconta una mostra a Cinecittà due Arte Contemporanea a Roma, dal titolo “Acquedotti romani” (Il Corriere della Sera).(selezione a cura di rebecca vespa)
[exibart]
UNHUMAN, la personale di Malisa Catalani alla SimonBart Gallery di Bologna è in programma fino al 28 febbraio
Opere donate da artisti di diverse generazioni e provenienze diventano strumenti di intervento diretto in un contesto segnato da conflitto…
Nello spazio di sperimentazione Ordet, una mostra che trasforma il ricordo in architettura emotiva: sculture, film e collage per raccontare…
Ha inaugurato a Roma la SocietĂ delle Api di Silvia Fiorucci, un’apertura che segna l’avvio di nuove officine culturali, sintomo…
Quattro capolavori provenienti dalla collezione di Joe Lewis sono pronti a sfidare il mercato. Raccontano con straordinaria immediatezza la complessitĂ …
Il regista Andrea De Rosa mette in scena il celebre Orlando di Virginia Woolf dandogli la forma di un monologo…