Per chi già pensa alle vacanze 2011 e ha messo in agenda la Grecia, da L’Unità arriva una gustosa anticipazione: riapre al pubblico il Liceo di Aristotele, scavato e reso alla collettività dopo la distruzione dell’86 a.C. La Soprintendenza ha disposto un sistema museale integrato che lo lega al Museo Bizantino; ancora da sciogliere il nodo della copertura della rinnovata area archeologica: non ci sono i soldi per fronteggiare un preventivo da 5 milioni di euro.
Dopo averne lanciato l’apertura, ora La Stampa recensisce – dopo averle viste! – le due maximostre del momento: Bronzino a Firenze e Monet a Parigi. Nei suoi “Graffiti” Rocco Moliterni torna sul caso Madre e le utenze fantasma, additando il re nudo di Enel – e Terna, e quanti altri! – che spendono e spandono in progetti culturali ma faticano a concedere sconti e dilazioni sulle bollette. “Piuttosto che far nascere nuove iniziative certo lodevoli ma non sempre fondamentali, perché le aziende energetiche non si impegnano in un momento di crisi a garantire la gratuità delle forniture a un certo numero di utenze culturali?”.
Su Il Giornale si presenta – e chissà quanta parte giochi a proposito la fantasmagorica telenovela di Dell’Utri sui taccuini segreti del Duce – la mostra londinese Against Mussolini, ultimo momento di una stagione che sotto il Big Ben ha visto rinnovare analisi storiche e storiografiche sul ventennio. Esposto fino a dicembre all’Estorick Collection of Modern Italian Art un ricco florilegio di vignette satiriche, ma anche tele di Guttuso e Mafai. Nel suo fondo Matteo Sacchi chiude la partita Cattelan citando i dati sull’affluenza della mostra in Palazzo Reale nella giornata di sabato: 1276 persone contro i 2850 in coda per Dalì. Ma ha senso mettere in confronto le due mostre? Antonio Di Pietro potrebbe uscirsene con un “che c’azzecca”? Per un commento potrebbe calzare il dialogo tra John Travolta e Samuel L. Jackson quando, in Pulp Fiction cercano di stabilire il tasso di intimità di un massaggio ai piedi: è forse lo stesso campo da gioco? È forse lo stesso sport?
Sul Corriere Ernesto Galli Della Loggia piange la paralisi della Biblioteca Nazionale di Firenze, causa – ma dai? – taglio dei fondi. E si rivolge direttamente a Bondi, che accusa di non attizzare a sufficienza l’opinione pubblica, accettando supinamente ogni limitazione: “nessuno le chiede di darsi fuoco per protesta davanti al ministero del Tesoro”. (selezione a cura di francesco sala)
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