Dici razionalismo italiano e in architettura pensi a Terragni. Ma se ti fermi un minuto potresti dire anche Giovanni Michelucci, e dovresti farlo: considerato quel capolavoro che è la stazione di Santa Maria Novella. A vent’anni dalla scomparsa La Stampa ci informa che Firenze offre alla memoria del nostro, da venerdì, una mostra ed convegno.
E sempre Firenze si apre al finto-shock, alla provocazione sbiadita che ormai fa colore solo nelle vecchia vecchissima Italia. La Repubblica parla di un “corto circuito con cui sperimentare la capacità di Firenze, sempre accusata di non produrre contemporaneità, di far circolare sangue vivo nel suo passato”. Mamma mia! Ecché sarà mai?!? Niente di che: For the love of God, il teschio diamantato di Damien Hirst, esposto nello studiolo di Francesco I in Palazzo Vecchio. Ah beh! Se è così, allora…
Allora meglio concentrarsi sulle altre notizie: il Corriere della Sera ci ricorda che oggi Sgarbi presenta a Roma il suo “padiglione diffuso”, primo esperimento per una – chissà – “Biennale liquida” alla Baumann. Così Sgarbi: “siccome nei primi dieci anni di ogni secolo l’arte ha partorito capolavori o trasformazioni importanti […] voglio un’edizione che documenti cosa è avvenuto dal 2001 al 2011 nell’arte italiana”. E allora: “gli assessori alla cultura e i curatori di alcuni grandi musei di ciascuna regione sceglieranno, ciascuno per il loro territorio, pittori, scultori, video artisti […] e li esporranno in una o due sedi nei loro capoluoghi”. (selezione a cura di francesco sala)
[exibart]
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ATTENTO SGARBI:
I CURATORI GLI ASSE$SSORI ALLA CULTURA, SENZ'ALTRO SCEGLIERANNO GLI ARTISTI AMMANICATI CON LA POLITICA, QUELLI RACCOMANDATI DALLE LOBBY, I SOLITI CONOSCIUTI DAL POTERE. QUELLI CHE SI PROSTITUISCONO AL MIGLIOR OFFERENTE. SAREBBE MEGLIO CHE SGARBI SI AFFIDASSE A PERSONE COMPETENTI E SERIE A LIVELLO LOCALE PER FARE UNA SELEZIONE BASATA SULLA QUALITa? e SULLA PROPOSTA CULTURALE. CIO', AL DI LA' dei LINGUAGGI. ANZICHE' FIDARSI DI CURATORI CHE CURANO PIUì SE STESSI CHE GLI ARTISTI FUORI DALLE LOGICHE DI POTERE.
Il povero misuratore di shocks, che ha scambiato i musei per i film di Dario Argento, pensa di bestemmiare l'Italia dandole reiteratamente della "vecchia": nipotino dei futuristi, crede come Mussolini al 'popolo giovane', al paese giovane, quasi fosse una qualsiasi entità africana appena uscita dal tribalismo, ignora che quella età millenaria è la nostra gloria, intrisa di saggezza e scetticismo e sprezzo, per cui qualsiasi buu per spaventare in studioli antichi, con tanto di teschietto da ragazzini discoli e dispettosi,è visto quale seccante bambinata e niente più. Magari con una certa irritazione per il fatto che siano degli adulti a compiere tali fesserie. Nel corso dei secoli se ne son viste tante, che volete che sia una installazione nel museo.