Categorie: Speednews

Scenografie che annullano il limite tra naturale e artificiale: con “Temporary School” lo studio Parasite 2.0 vince YAP MAXXI 2016

di - 15 Febbraio 2016
Il titolo completo dell’installazione è MAXXI Temporary School: The museum is a school. A school is a Battleground e sarà composta da fondali mobili che riproducono ambientazioni fantastiche, elementi in legno, gomma e metallo, sagome di animali e frammenti di natura, con un risultato psichedelico, come si può vedere dai rendering.
Ecco il progetto vincitore dell’edizione 2016 del contest YAP (Young Architects Program) per il MAXXI di Roma, firmato dallo studio milanese Parasite 2.0 (formato da Eugenio Cosentino, Stefano Colombo e Luca Marullo) che ha trionfato sulle proposte dei finalisti Deltastudio (Ronciglione – VT), Angelo Renna (Prato), de gayardon bureau (Cesena) e demogo (Treviso).
La sesta edizione italiana del programma di promozione e sostegno alla giovane architettura organizzato dal Museo delle Arti del XXI Secolo in collaborazione con il MoMA/MoMA PS1 di New York, Constructo di Santiago del Cile, Istanbul Modern (Turchia) e MMCA National Museum of Modern and Contemporary Art di Seul (Corea), vedrà così in scena in piazza Boetti – per i periodi estivi – un nuovo set dove il pubblico potrà sbizzarrirsi, e che farà da cornice per gli spettacoli del museo.
“Il MAXXI ha scelto MAXXI Temporary School per la sua capacità di trasformare la natura dello spazio aperto del museo attraverso una serie di installazioni/scenografie tematiche mobili e accessibili, fortemente votate a interagire con la vita del museo e gli eventi che produce ogni anno in occasione di YAP. Le caratteristiche del progetto lo collocano ai confini tra architettura, scenografia, arte e performance. A decretarne la vittoria la sua composizione giocosa e accogliente, la capacità di includere nel progetto importanti aspetti relativi alla sua comunicazione e all’interazione “social”, e infine il suo legame con una tradizione costruttiva museale, teatrale e cinematografica fortemente radicata nella storia di Roma” si legge nella nota stampa diffusa e firmata dalla giuria, composta dal team del museo romano, Hou Hanru, Pippo Ciorra, Margherita Guccione e Monia Trombetta, e da Sean Anderson, curatore Associato di Architettura e Design al MoMA e Massimo Alvisi, di Alvisi Kirimoto + Partners.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Il gergo aziendale sta diventando una nuova forma di pornografia? Un progetto artistico ne indaga i rischi

Il collettivo di arte sociale DMAV – Dalla Maschera al Volto presenta Corporate Porn. Fenomenologia dell’oscenità organizzativa e tensioni di…

17 Maggio 2026 14:02
  • Mostre

A Tokyo la cultura ha molte facce: cinque mostre (più una) da vedere ora

Dopo Kyotographie a Kyoto, il nostro viaggio tra mostre e iniziative artistiche in Giappone continua a Tokyo con sei esposizioni…

17 Maggio 2026 13:30
  • Mostre

Chi dice la verità? Ndayé Kouagou mette sotto processo il linguaggio alla Collezione Maramotti

In concomitanza di Fotografia Europea 2026, a Reggio Emilia si apre Heaven’s truth, prima personale in Italia dell’artista francese Ndayé…

17 Maggio 2026 13:00
  • Mercato

Il vino, il desiderio, le conseguenze della guerra: gli Old Masters secondo Van Ham

La casa d'aste di Colonia presenta il catalogo di "Fine Art": da uno studio di nudo di Gustav Klimt (che…

17 Maggio 2026 12:33
  • Fotografia

Other Identity #203, altre forme di identità culturali e pubbliche: Paolo Cenciarelli

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

17 Maggio 2026 11:30
  • Fotografia

Nelle foto di Francesca Magnani passa il teatro umano della metropolitana

La fotografa italiana Francesca Magnani tra gli 11 autori invitati a Fotozofio, rassegna fotografica dedicata al tema della memoria, in…

17 Maggio 2026 9:30