Categorie: Speednews

Scoperto il mistero dell’Origine del Mondo. Ecco chi era la modella che posò per Courbet

di - 25 Settembre 2018
Ciò che rende l’arte così affascinante è il mistero che essa porta con sé. Per esempio, perché la Monna Lisa se la ride? Oppure, come è morto Vincent Van Gogh? E ancora, chi si nasconde dietro il cappuccio di Banksy? Per fortuna ogni tanto gli storici dell’arte riescono a rispondere a qualche domanda, anche con l’aiuto di esperti di altri settori, come nel cold case dello stafilococco di Caravaggio. E oggi, un altro segreto, che sembrava irrisolvibile, è venuto alla luce. Di chi è l’Origine del mondo? O meglio, chi è la modella che posò per il famosissimo e scandaloso quadro che Gustave Courbet dipinse nel 1866 su commissione del diplomatico ottomano Khalil-Bey, appassionato collezionista di opere erotiche – che chiese anche a Ingres e Delacroix – e raffinato uomo di mondo. Anche troppo, visto che poi finì sul lastrico per i debiti di gioco.
Secondo i dati emersi dall’analisi comparativa compiuta dallo storico Claude Schopp sul carteggio tra Alexandre Dumas figlio, autore dei Tre Moschettieri, e George Sand, scrittrice anticonformista e femminista, si tratterebbe della ballerina parigina Constance Queniaux. Per molto tempo, si credeva che il torso e i genitali raffigurati appartenessero all’amante di Courbet, Joanna Hiffernan, moglie del pittore americano James McNeill Whistler ma l’ipotesi era fortemente criticata, visto che il colore dei capelli della donna era di un rosso acceso, come dimostrato anche da diversi suoi ritratti pervenuti. Nell’estate del 1866, quando l’opera fu realizzata, Queniaux, che in altre fonti viene descritta per le sue bellissime e folte ciglia nere, era l’amante di Khalil Bey e nelle lettere analizzate si fa preciso riferimento a un dipinto molto intimo in via di realizzazione, con protagonista proprio la ballerina dell’Opéra, che aveva 34 anni e si era già ritirata dalle scene, dedicandosi con tutta se stessa all’Ottomano. A questo punto, l’opera di Courbet potrebbe essere stata un regalo molto particolare. Inoltre, alla sua morte, nel 1908, Queniaux citò nel suo testamento un dipinto Courbet, in cui era raffigurato un mazzo di camelie, un riferimento al romanzo sentimentale di Dumas.
E adesso che il mistero è stato svelato, chissà se e come cambierà la percezione dell’opera che, a prescindere da inaspettate rivelazioni e incredibili scoperte, c’è da scommetterci, continuerà a destare scalpore ancora per molto tempo.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Biennale Arte 2026, i magnifici sette dei Giardini, tra rumori, cartoline e balene

Dal mosaico di cartoline della Spagna alle vibrazioni sonore della Polonia, passando per le performance estreme dell'Austria, un viaggio tra…

8 Maggio 2026 16:10
  • Mostre

La Galleria Borghese ricompone un dittico perduto e interroga la memoria inquieta della collezione

La nuova mostra di Galleria Borghese propone un dispositivo critico capace di interrogare i concetti di autorialità, memoria collezionistica e…

8 Maggio 2026 15:00
  • Attualità

Sciopero alla Biennale Arte: padiglioni e bookshop chiudono

Sciopero e proteste attraversano la Biennale Arte 2026 di Venezia: chiusi temporaneamente il bookshop e diversi padiglioni ai Giardini, mentre…

8 Maggio 2026 14:50
  • Progetti e iniziative

Omphaloi: il sottosuolo di Napoli risuona alla Fondazione Morra Greco

Alla Fondazione Morra Greco, Soraya Checola e Luigi Manzi registrano le risonanze del tufo napoletano per tradurne le frequenze in…

8 Maggio 2026 13:30
  • Fotografia

I&I: pratiche di resistenza culturale nella provincia contemporanea

Una mostra fotografica e un festival reggae trasformano il palatenda di Pofi in uno spazio condiviso, dove arte, musica e…

8 Maggio 2026 12:30
  • Mostre

Pane, rose e colori: il corpo politico dell’immagine, per quattro artiste

A Palazzo delle Esposizioni di Lucca, Awa Seni Camara, Esther Mahlangu, Michelle Okpare e Laetitia Ky trasformano la materia in…

8 Maggio 2026 11:30