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Scultura pubblica fuori dai grandi centri. Ecco l’esperienza di Origgio, nel milanese, che da oggi ha nel suo parco Louise Bourgeois, Giovanni Rizzoli e Tristano di Robilant

di - 26 Ottobre 2016
A seguito di un iter durato oltre quindici anni viene finalmente portato a compimento il progetto di donazione destinato alla città di Origgio: a partire da oggi, all’interno del parco comunale di via Piantanida, sono collocate in modo permanente tre sculture monumentali degli artisti Louise Bourgeois, Giovanni Rizzoli e Tristano di Robilant.
L’iniziativa affonda le radici alla fine degli anni Novanta, grazie all’amicizia di Giovanni Rizzoli con la scultrice Louise Bourgeois, frequentata con assiduità nello studio di New York, alla quale chiese di realizzare un’opera appositamente per la piccola cittadina brianzola. A causa della sua scomparsa, avvenuta nel 2010, la scultrice, che aveva accettato con generosità la proposta del giovane amico, non vide mai l’opera realizzata; le sue disposizioni però sono state rispettate dalla collaborazione tra lo Studio Bourgeois, la East Foundation e il Comune. Ad oggi, sospesa al ramo di un albero, parzialmente nascosta tra le fronde, la scultura in alluminio The Couple (2013, in home page) rappresenta due amanti avviluppati in un abbraccio e percorsi da una spirale, che come un serpente li stringe e li cattura; al centro del parco Naughty Girl (2009-2010, foto sopra) di Giovanni Rizzoli, mostra una figura semi antropomorfa sorretta da un’altalena, sensibile alle oscillazioni del vento, un ombrellino bianco a riparare la testa mancante, leggera come un sogno ma intrappolata in una gabbia. Sulla destra invece, Elijah’s Cloud (2012) di Tristano di Robilant, è ispirata al passo biblico in cui il profeta Elia prevede l’arrivo di una nuvola che metterà fine ad anni di siccità che straziavano la sua terra: anch’essa in alluminio, è stata inizialmente soffiata in vetro per ricavarne una forma casuale e ideale, poi diventata opera monumentale di quasi tre metri e mezzo di altezza.
Protagoniste di questo “museo a cielo aperto”, le tre opere, in dialogo tra loro, generano a una visione trasognata di cui chiunque, passeggiando nel parco, può fare esperienza: elementi tratti dal reale ma sviluppati secondo un immaginario onirico, come accade nei pensieri.
Le tre nuove donazioni vanno a costituire il coronamento di una storia di acquisizioni pubbliche effettuata in questi anni dal comune di Origgio, ora acclamata “La città delle sculture”, che intende proseguire tale percorso mettendo a disposizione futuri bandi di concorso rivolti anche ad artisti emergenti.
“L’Arte genera sempre un dialogo, e queste opere, oltre che dialogare tra loro, devono costruirlo con gli abitanti, la collettività, le nuove generazioni” è questo l’auspicio che rivolge in sede di conferenza il critico Bruno Corà. L’esperienza di Origgio va a incanalarsi nella lunga serie di interventi di arte pubblica che mirano a portare il contemporaneo al di fuori dei grandi centri.
Riusciranno queste grandi opere a inserirsi nella piccola comunità? (Giulia Ronchi)

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