Non sarà certo una novità, ma l’anno che sta per iniziare vedrà gli occhi di tutto il mondo dell’arte contemporanea internazionale puntati su Venezia. Con standard qualitativi sempre più alti. Il 2009 è l’anno della
Biennale Arti Visive, e già quello ne fa – almeno per cinque mesi – una delle capitali mondiali. Ci sarà l’attesissima inaugurazione di Punta della Dogana, il centro per l’arte contemporanea progettato da
Tadao Ando per la galassia Pinault. Ora giunge notizia di un’altra iniziativa di livello internazionale al via in laguna, il
Centro per il restauro dell’arte contemporanea sviluppato dalla società Arsenale d’intesa con il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione. “
Un Centro di eccellenza per attività di servizio e di consulenza sull’arte contemporanea, nel settore del restauro e della conservazione delle diverse espressioni creative, che utilizzano materiali e tecnologie del tutto diverse da quelle tradizionali”, come riportato dal quotidiano
Il Gazzettino. Una struttura che non si occuperà quindi di restauro per pittura e scultura, ma piuttosto di sviluppare competenze nelle nuove tecnologie illuminotecniche, elettroniche e nel software, per affrontare il delicato tema della conservazione non solo dei nuovi materiali, ma di forme artistiche che utilizzano video, installazioni software e hardware di rete, a volte in modalità broadcast o in realtà virtuale. Il ministero dell’Innovazione contribuirà alla nascita del centro anche sotto il profilo economico, con il coinvolgimento di università e Accademia di Belle Arti, oltre a importanti istituzioni artistiche del contemporaneo.
[exibart]
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Questa è bella, non bastava storicizzare vere porcherie, adesso per valorizzarle si pensa pure di preoccuparsi del loro restauro? Ma buttatele in un qualsiasi inceneritore.
E io pago!