Da lunedì i riflettori si spegneranno sulla vita di Tonino Guerra. Le ceneri del grande sceneggiatore riposeranno in pace nel giardino della sua casa dei mandorli. Si prevede invece meno pace per quanto riguarda tutti i suoi lasciti materiali. Era prolifico, era generoso, non ha mai inventariato nulla il grande caratterista che ha lavorato con Fellini e Antonioni, De Sica e Wim Wenders. E regalava. Ci stanno pensando parecchio i famigliari, che vedono la produzione creativa di Guerra disseminata in ogni angolo, dalle case degli amici ai ristoranti. Alla Soprintendenza di Bologna, negli scorsi mesi, quando ormai si intuiva che la vita dello sceneggiatore si stava esaurendo, è stato consegnato solo il patrimonio letterario, le sceneggiature di 129 tra film e lungometraggi animati, le poesie, i racconti, le lettere e i diari, nonché le pellicole di spezzoni, tra cui alcuni inediti, di lungometraggi sceneggiati da Guerra. Ma il lascito letterario pare corrisponda solo alla metà dell’eredità artistica lasciata dal poeta. Il resto sono quadri, disegni, mobili, stampe e una miriade di altri oggetti conservati a Pennabilli, nell’ex casa di Guerra, diventata la sede dell’associazione a lui dedicata.
Mentre altri pezzi invece sono a Santarcangelo di Romagna, all’ex Monte di pietà, in una mostra antologica che il che il Comune intende rendere permanente. Entrambe le strutture pare diventeranno due musei dedicati alla figura dello sceneggiatore. Ma il materiale disseminato è davvero tantissimo: a Santarcangelo il ristorante Zaghini è arredato con le sue opere, donate da Guerra ai proprietari. Molti disegni sono presenti alla Sangiovesa, e sono diversi i santarcangiolesi e i pennesi a cui Guerra aveva regalato dipinti, mobili, stampe. E nonostante il figlio Andrea, negli ultimi tempi, avesse acquisito i diritti di alcune opere per poterle esporre a Santarcangelo, non sarà facile radunare tutto. L’ultima parola però l’aveva messa proprio Guerra, che aveva dato disposizione di affidare le sue opere all’Associazione che porta il suo nome, formata dai Comuni di Santarcangelo e Pennabilli, e dalle Province di Rimini e Pesaro che, con l’ingresso di alcuni soci privati, potrebbe diventare presto una vera Fondazione. Per ora, però, le opere di Tonino restano in mano ai legittimi proprietari, familiari, amici o ristoratori che siano.