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Signori, si cambia! Nuovo allestimento per il secondo piano del Madre a Napoli

di - 1 Novembre 2009
Quattro anni fa abbiamo inaugurato una collezione che voleva comporre un mosaico di quella che ci sembrava la storia più significativa del percorso dell’arte contemporanea. L’itinerario comprendeva opere di grande importanza ma aveva un carattere in qualche modo didattico: bisognava iniziare ad educare il pubblico. Oggi possiamo vedere le cose da un’altra prospettiva, e cercare di focalizzare meglio alcuni punti”.
Così esordisce il Direttore del Madre Eduardo Cicelyn presentando, con un exploit a sorpresa non preannunciato, il nuovo allestimento del secondo piano agli addetti ai lavori convenuti per la conferenza stampa della personale di Johnnie Shand Kydd. In che senso va il nuovo corso del museo partenopeo? Lo chiarisce subito dopo lo stesso Cicelyn, precisando che “si è cercato di approfondire il ruolo di Napoli, gli attraversamenti che questa città ha avuto, stringendo rapporti importanti come quello con la Reggia di Caserta e la Collezione Amelio”.
E infatti, una delle scoperte più gustose della rinnovata collezione è proprio il Terremoto in Palazzo di Joseph Beuys del 1981, proveniente dalla collezione Terrae Motus della Reggia di Caserta. Tra le altre novità, opere di Jenny Holzer, Matthew Barney, Paul Mc Carthy, William Kentridge, Andreas Gursky, Gerhard Richter, Roy Lichtenstein. Più incisiva anche la presenza napoletana, con l’inserimento in scuderia di una donazione di Vedovamazzei e di un prestito di Antonio Biasiucci.
Insomma, una collezione “riscritta, ma cercando di mantenere i connotati della nostra esperienza”. E che tenta anche di rendersi più stabile, a quanto pare, dato che “si sta discutendo con il Comitato Scientifico l’acquisizione delle opere di Longobardi, Alfani, Tatafiore e Pisani, per una spesa complessiva di 100mila euro”. Nell’insieme, un nuovo corpus di opere che sembra attribuire più incisiva personalità al museo e rinsaldare il rapporto col territorio, “un ottimo lavoro”, a detta di Achille Bonito Oliva, che “rinnova e massaggia il nostro muscolo atrofizzato da troppa contemplazione”. (diana gianquitto)

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www.museomadre.it

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  • Sembrerebbe che il Madre abbia a suo tempo rifiutato prestiti di opere dalla collezione Massimo ed Angelina Lauro di Napoli, sarà vero ?? Speriamo di no...

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