Nel 1520 fu comprato per la cifra record di 500 ducati d’oro dal cardinale Domenico Grimani, che poi morendo lo lasciò in eredità alla Serenissima Repubblica di Venezia a condizione che fosse mostrato solo a persone di straordinario riguardo e in circostanze eccezionali. Il
Breviario Grimani, che ha fatto parte fino al 1781 del Tesoro di San Marco, è uno dei massimi capolavori dell’arte miniaturistica fiamminga del Rinascimento: 835 carte (ossia, volgarmente, 1670 pagine) rilegate in velluto cremisi e decorate con soggetti religiosi e profani spesso a tutta pagina, racchiusi in eleganti cornici finemente cesellate. Catalogato come
ms. Lat. I 99 = 2138 della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, nonostante sia rinomato per la sua bellezza è di fatto pressoché sconosciuto: per ovvie ragioni di conservazione, non può essere consultato nemmeno da studiosi ed è quindi disponibile ad un esame soltanto attraverso riproduzioni parziali e insoddisfacenti, che fanno grave torto alla preziosità dell’originale. Ora questo testo di enorme bellezza torna a disposizione di tutti grazie alla nuova e accuratissima riproduzione in fac-simile pubblicata dalla Salerno Editrice e presentata ieri alla Marciana di Venezia, dove per l’occasione è stato esposto anche l’originale. L’opera, realizzata sotto il patrocinio e in collaborazione con la Regione Veneto, è corredata da un ampio volume di Commentario che consente un approfondimento di tutti i dati storici, codicologici, artistici, paleografici del manoscritto. Per studiosi e appassionati, una vera gioia per gli occhi. (
elena percivaldi)