Due intereventi in due giorni. Stefano Cagol esporrà a partire dall’8 giugno all’ingresso dell’Università di Sociologia di Trento, dove lo scorso anno Maurizio Cattelan – invitato dalla Galleria Civica e insignito della laurea ad honorem dalla facoltà – ha mostrato il suo asino impagliato, e dove l’anno precedente Loris Cecchini aveva allestito la sua gabbia Density Spectrum Zone. Cagol presenterà la video installazione Heart e il 9 giugno terrà una lecture all’interno del convegno internazionale The Passion for Learning and Knowing nel quale rientra l’evento.
Il giorno seguente, il 10 giugno in occasione dell’opening della Biennale di Venezia, Cagol darà vita nella città lagunare, ai Giardini, a White-Flags, un’ “azione” che invaderà idealmente lo spazio con 1000 bandiere bianche, una resa silenziosa di fronte al momento attuale e ulteriore tappa del suo progetto sul simbolo della bandiera portato avanti con la personale da Platform, Londra. Sua partner nel progetto sarà la designer e stilista finlandese Jaana Parkkila.
Non soddisfatto, dopo i due interventi, sarà la volta di Babylon Zoo, la personale di Cagol nella galleria Oredaria di Roma. Dopo nomi storicizzati come Gilberto Zorio e Michelangelo Pistoletto e alcuni giovani internazionali nella project room, sarà il primo giovane ad occupare l’intera dimensione dello spazio espositivo, sia interno che esterno: una vera sorpresa saranno i nuovi video e le nuove installazioni che verranno proposte, il tutto accompagnato da un essay del “giapponese” Pier Luigi Tazzi.
[exibart]
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