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Street art e legalità, a Roma è il Circo Massimo ad ospitare Urban Contest

di - 21 Ottobre 2010

Dem, Joys, Lucamaleonte, Sparki, Stand, Thoms, Useless_idea, Verbo
. Sono questi alcuni dei quindici tra i migliori street artists italiani, selezionati per prendere parte a Roma all’evento Urban Contest. Originale progetto, “che per la prima volta permetterà di vedere al lavoro i writers, nel rispetto della legalità”.
Location: il Circo Massimo, con i writers che realizzeranno live le proprie opere su una struttura appositamente allestita al centro del sito archeologico.
Lo opere realizzate sulle pareti appositamente approntate per l’evento, che prevede anche iniziative collaterali come performance e tavole rotonde, saranno poi messe all’asta durante la Serata di Gala.
A margine dell’evento il sindaco Gianni Alemanno, che governa la città più umiliata dai graffiti e dagli scarabocchi d’Europa, ha dichiarato di volere firmare con i writer un patto: più muri legali in giro per la capitale e meno scarabocchi sui muri privati, sui palazzi, sui monumenti. Alemanno purtroppo non sa che un muro legale per un writer equivale a ciò che un laghetto di pesca sportiva significa per un pescatore di frodo, ciò che una riserva di caccia (di quelle dove, all’uscita, si paga a peso la selvaggina agevolmente catturata) rappresenta per un bracconiere.
E allora perché illudere turisti e cittadini di avere domani una città presentabile quando si imboccano strade sbagliatissime per risolvere il problema? Per affrontare vergogne assolute come la totale copertura di scarabocchi della città, Alemanno dovrebbe semplicemente guardare cosa è stato fatto in metropoli (una su tutte Parigi) che avevano lo stesso problema e che ora non ce l’hanno più: obbligo di pulizia per i condomini, ampio utilizzo di vernici anti-graffiti, investimenti per la rimozione immediata degli sfregi.

Dal 22 al 24 ottobre 2010
Circo Massimo – Roma
www.urbancontest.it

[exibart]

Visualizza commenti

  • Salve.
    Giusto per dire la nostra, essendo al centro di questo "patto", vorremmo sottolineare che sono veri i metodi applicati a Parigi e utilissimi al raggiungimento dell'"obiettivio decoro", ma è pur vero che Parigi come molte altre città, es. Amsterdam, hanno da sempre spazi legali o comunque fortemente tollerati.
    Per la nostra associazione i muri legali sono solo una parte del percorso che conduce fino ala riqualificazione delle aree urbane attraverso artisti come BLU, OS GEMEOS e gli altri che conoscete benissimo, che stanno rivoluzionando la scena artistica contemporanea e le città del mondo. Muro legale per noi significa dare una possibilità di scelta, non una trappola, nè una certezza di "pulito profondo". Potrebbe essere anche un primo passo a cui si aggiungeranno poi i sistemi più articolati di altre città europee.
    Attraverso le due polarità - muro legale per le giovani generazioni e opere d'arte prodotte da artisti che dal mondo del writing provengono - cerchiamo di lavorare sulle volontà e le aspirazioni artistiche del singolo. Forse tutto questo non traspare dagli articoli e dalle agenzie ma per quanto ci riguarda è il nostro lavoro su Roma, serio e trasparente. Un altro discorso è riuscire a comunicarlo in modo completo quando a passare sono sempre un certo tipo di messaggi e luoghi comuni.
    Al di là di queste considerazioni vi auguriamo un buon lavoro e vi invitiamo a venire per seguire la performance durante tutti e due i giorni. info su http://www.urbancontest.it

    Un saluto

    Simone Pallotta
    Public & Urban Art Curator
    Associazione WALLS

    http://www.onthewalls.it

  • In questo mondo così codificato le uniche reali innovazioni spesso vengono dagli interstizi.
    Se tutto ciò che ci circonda ha un codice "dato" l'unica forma di invenzione che resta è quella triste descritte in quelle tristi teorie à la Richard Florida, quelle della "classe creativa".
    Quando invece le azioni riescono ad aprirsi un varco tra i codici e creare un nuovo spazio, non previsto, inaspettato, non contemplato, succede qualcosa di magico.
    Se ogni edificio che guardate mentre passeggiate per la vostra città è dotato di un significato "dato" - qui si lavora, qui si compra, qui c'è la pubblicità, qui ti puoi esprimere con un graffito... - il rubarne un pezzo anche con un semplice "scarabocchio", una tag che dice "io sono qui, non c'è solo questo supermercato", crea un cortocircuito tra poetica e politica che immediatamente apre uno spazio, crea un luogo, temporaneo e nomade, in cui l'autorità non può nulla. E in quel luogo può succedere di tutto, perchè in quell'istante l'autorità, che opera definendo codici, linguaggi ed immaginari, semplicemente non c'è.
    E diventa possibile inventare il proprio codice.
    Il che è un concetto ben oltre l'estetica. Anzi è una "nuova" estetica. "Estetica", anche se non riguarda tratti e colori, ma codici e significati. "Nuova", anche se è un qualcosa che hanno fatto Dada, Surrealismo, Concettuale, net.art ed altri; nuova perchè esiste in quel momento, assieme allo spazio appena creato.
    Attualmente (ma solo ora?) l'autorità si interessa molto della "classe creativa".
    Concorsi, eventi, iniziative. Lo fa adottando il modello dell'incubatore d'impresa, del crowdsourcing: "ecco, questo qui che ti diamo è lo spazio della creatività, legale, previsto, ordinato, composto, pieno di buoni sentimenti, di estetiche previste, di processi inscatolati. "ecco, artista: crea qui, ora, così.".
    E' una gran perdita.

  • speriamo che non sia la solita cagata perchè scusate ma quei quindici artisti tra i più rappresentativi chi sono chi li ha mai sentiti.
    un bacio giuli

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