Terza produzione di Elsinor intorno ai testi di Giovanni Testori (dopo I Promessi Sposi alla prova, regia di Maurizio Schmidt, e I trionfi, regia di Antonio Latella). Si tratta di Confiteor, per la regia di Antonio Palmieri, protagonista assoluta: la parola, nelle voci di un giovane fratricida e di una madre trafitta dal dolore, interpretati rispettivamente da Andrea Soffiantini e da Fatima Martins.
È il teatro nella forma più arcaica, con la sua azione salvifica concentrata nel dipanarsi di angosce esistenziali che trovano soluzione solo nella continuità della parola, nella concatenazione di monologhi, confessioni e agnizioni del dolore.
Confiteor, messo in scena con un allestimento scarno ed essenziale, rappresenta la possibilità estrema di un teatro di ricerca che si svolge essenzialmente sul testo, sulla frantumazione dei segni, sulla centralità dell’attore in uno spazio scenico che, nella mancanza di riferimenti, è la metafora più immediata dell’arte e, quindi, della vita. (p. g.)
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