Anteprima milanese poco fa del nuovo “Metodo Abramovic”. Chi pensa che il nuovo progetto dell’artista serba sia una sorta di appendice scolorita della grinta che ha sempre contraddistinto le azioni della performer resterà deluso, soprattutto se vorrà sperimentare in prima persona “il corpo” dell’opera. Si parte da una sorta di riscaldamento, nella necessità di riattivare muscoli, organi di senso, il respiro affossato dalla frenesia. Ed è necessario prendersi tempo, anzi donarlo. Donarlo all’artista perché si possa vivere, in prima persona, un’esperienza unica, sia a livello fisico che teorico. Tutti abbiamo studiato la Body Art, l’Azionismo, le dinamiche della Performance, ma pochi hanno avuto la possibilità di farvi parte, soprattutto come protagonisti dell’opera. È per questo motivo che si indossa il camice bianco, prima di iniziare il percorso: «Per passare dallo stato di spettatori ad attori, per non vedere più l’arte come voyeur ma per viverla» come ha rimarcato stamattina in conferenza l’artista. E state tranquilli, in due ore di “Abramovic Method” imparerete molto di più sulla Body Art, sulla concentrazione e sulla fatica immensa che provano gli artisti del corpo, rispetto a cinque o dieci anni passati sui libri. Seduti, in piedi, sdraiati: tre posizioni base della vita umana, tre momenti quotidiani che vengono dilatati -mezz’ora di “posa” ciascuno-, amplificati nella percezione.
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La Abramovic dimostra grande lucidità -come era stato anche per the artist is present a NY nel 2010. Il Tempo è una risorsa fondamentale per poter rinegoziare i propri bisogni. Il tempo è la vera risorsa scarsa e non il denaro. Piuttosto che seguire modelli di crescita economica che hanno portato ad una crisi, la sfida è rinegoziare i propri bisogni. Avere tempo di riflessione,decompressione, avere tempo critico, permette di rinegoziare i propri bisogni. Basta che non scivoli nella guru, maestra di vita.