Il momento cruciale di questa storia risale ai primi anni ’70: Beverly Pepper e Piero Dorazio scelgono Todi, che già poteva vantare un gruppo di artisti “autoctoni” di solido talento, come luogo di residenza e lavoro, innescando un circuito virtuoso che porterà la città alla ribalta nell’arte. Si organizzano mostre di livello internazionale, giovani locali crescono a fianco dei maestri, altri rientrano dopo importanti esperienze lontane, arrivano importanti galleristi, critici d’arte, altri artisti arrivano richiamati da tutto questo. Mancava tuttavia una struttura che seguisse organicamente questo fenomeno, ed è lo spazio che “Todi e le Arti” cercherà di occupare.
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