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Torino on fair/12. The Others cresce e mette a fuoco la ricerca contemporanea

di - 4 Novembre 2018
Il percorso di The Others si snoda all’interno dell’ex Ospedale Regina Maria Adelaide su Lungodora Firenze. Varcata la soglia della palazzina con le sue aiuole tranquillizzati, si entra nelle corsie dei diversi reparti, svuotati di buona parte dell’arredamento originario e lasciando il posto alle opere presentate dalle gallerie emergenti. Rispetto allo scorso anno, il primo all’interno dell’ex-ospedale, la fiera ideata da Roberto Casiraghi accresce la sua esperienza e, perciò, la qualità delle scelte, attraverso uno staff curatoriale internazionale, coordinato da Bruno Barsanti e composto da Alejandro Alonso Diaz, Yulia Belousova, Pietro Della Giustina, Iben Bach Elmstrøm e dal collettivo SUPERDEALS, che hanno dato spazio a ben 13 installazioni site specific ed elaborato tre sezioni, con relativi premi – Specific, Expanded Screen e Main – oltre a un calendario di talk e tavole rotonde di approfondimento. Notevole l’affluenza registrata per “l’altra fiera”, che rappresenta uno scenario variegato e si rivolge a un pubblico più giovane e un collezionismo emergente.
Le opere spaziano da soluzioni più classiche – dipinti quasi sempre compositivamente eleganti, come quelli proposti dalla Galerie Pauline Pavec di Parigi, o come quelli di Francesco Casolari e Alessandra Maio scelti per rappresentare Vi-Box art space di Biella – fino ai più affascinanti mezzi tecnologici, come per i pannelli realizzati con cristalli liquidi, che appaiono ora trasparenti ora opachi, riflettendo l’immagine dell’osservatore, presentati dalla Våningen /3:rd floor di Gothenburg. Ancora la tecnologia è protagonista nell’ex sala operatoria dove ha luogo una indagine endoscopica nei meandri della struttura ospedaliera, opera di Valerian Goalec per lo spazio Coherent di Bruxelles. Sicure, nella loro presentazione e compiutezza, alcune gallerie come la D-406 – fedeli alla linea di Modena, con i lavori di Ericailcane e Alessio Caruso, e The Exhibition Space Sydhvn station di Copenaghen, tra gli special project, la cui formula corrisponde a The Others in quanto spazio indipendente dedicato all’arte contemporanea che ha rifunzionalizzato una stazione della città danese.
La fotografia come mezzo di riproduzione e documento si affianca a quella come forma di astrazione e rarefazione di forme e colori dello spazio, per Paola Sosio Contemporary di Milano, che ha presentato una rigorosa selezione di opere di Luca Gilli, Patrizia Mussa e Antonio La Grotta. Relazionali i progetti The Ikigai quest, proposto dall’agenzia che ha curato il visual concept della fiera, e Storie di acqua, presentato dall’Associazione Outsider onlus. Oltre alle proposte di grande impatto, pur nella semplicità dei materiali, come per il progetto di Mohammed Boala aka Mo.Baala presentato da Ke’CH collective di Marrakech,
The Others ha rivelato la sua natura in quanto contesto di incontro tra un giovanissimo collezionismo e l’arte meno mainstream, come è chiaro dallo stand Post Modern, una formula fast&cheap, con imballaggio pronto, per portare a casa la tua opera. (Luciana Berti)

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