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Torna a casa Giotto. Per l’High Court l’opera è stata trasferita illecitamente a Londra

di - 26 Luglio 2018
La High Court ha stabilito che un dipinto attribuito a Giotto è stato illegalmente trasferito dall’Italia alla Gran Bretagna, rendendone impossibile la vendita e bloccandone, di conseguenza, lo spostamento in Svizzera. Si tratta di una Madonna con Bambino che fu acquistata dalla collezionista Kathleen Simonis per circa 3500 sterline, a Firenze, nel 1990, quando si riteneva che l’opera dovesse essere una copia giottesca risalente al XIX Secolo.
Un successivo e approfondito restauro, condotto nel 1999, ne ha riportato la datazione al 1297 circa, stabilendo anche la paternità originale, attribuibile se non alla diretta mano del maestro fiorentino, almeno a quella di qualche suo stretto allievo. Peraltro, l’opera, oltre a essere di pregevole fattura, è in eccellente stato di conservazione e il suo valore ammonta a circa 11 milioni di euro. Nel 2007, Simonis pensò bene di trasferire l’opera a Londra, dopo una sentenza in Italia a suo favore ma poi annullata dal Consiglio di Stato, senza avvisare le autorità italiane che hanno fatto causa alla collezionista.
Si è aperta così una complessa querelle legale, tra la donna, rappresentata da Aidan O’Neill, che ha sostenuto la tesi di una licenza che gli avrebbe permesso di esportare l’opera, e il Ministero dei Beni Culturali italiano, rappresentato da Ben Jaffey, il quale affermava l’incompatibilità del trasferimento a Londra, avvenuto su un volo della British Airways, con le leggi previste dall’Unione Europea per casi simili. Ma Simonis non è fermata qui e ha tentato di trasferire l’opera in Svizzera, facendo richiesta all’ACE-Arts Council England, l’organo pubblico britannico che, tra le altre cose, si occupa del rilascio delle licenze di esportazione dei beni culturali. Ma l’ACE ha respinto la domanda, trvoando supporto anche dalla successiva sentenza dell’High Court, concludendo che, secondo le leggi europee, l’autorità competente al rilascio della licenza poteva essere unicamente il ministero italiano.
Ma la situazione non è ancora completamente chiarita, infatti, l’High Court ha affermato che il dipinto è stato esportato illegalmente ma non ne ha espressamente ordinato la riconsegna, nonostante l’ACE si sia dichiarata disponibile a firmare un provvedimento in tal senso. Dovrebbe essere solo questione di tempo, prima che il Mibac si attivi per l’acquisto – i cui termini comunque non saranno semplici da definire – ma è gratificante notare come la collaborazione tra enti di diversi Stati abbia portato a una risoluzione positiva per tutti, tranne che per Simonis.

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