13 artisti, 13 nazioni, 9 prime nazionali, 7 “palcoscenici”, questi i numeri della terza edizione di Uovo performing arts festival che debutta a Milano l’8 settembre e si conclude a Roma in occasione della Notte Bianca il 17.
L’impronta è quella che ha distino le precedenti edizioni: “indisciplinatezza” a 360°, “disequilibrati” percorsi lungo i sottili confini delle arti visive, performative, musicali e, novità di quest’anno, elettroniche che avranno una ribalta di livello internazionale in un duplice appuntamento il 14 settembre. Il Cinema Mexico infatti ospiterà il noto festival londinese Onedotzero che presenta Wow + flutter 05, un ampio spettro di lavori di animazione, computer graphic e sperimentazione astratta, e Wavelength 05 dedicato alle ultime tendenze del settore musicale, con video creati sia da registi acclamati che da talenti emergenti. Sempre il 14, a superstudio più’ lounge , il live media flüux:/terminal v5.2 della “cellula plurimediale” Skoltz_Kolgen , menzione onoraria ad Ars Electronica 2005.
Un debutto in grande stile quello di giovedì 8 settembre con la videoinstallazione Prefiero que me quite el sueño Goya a que lo haga cualquier hijo de puta (Preferisco che mi tolga il sonno Goya piuttosto che qualsiasi figlio di puttana), un loop di 15 minuti del regista engagè Rodrigo Garcia. Alla cupezza dei Gacia si contrappone l’irriverente ironia del collettivo francese Grand Magasin.Lo Spazio Pasticceria De Santis, un altro luogo non teatrale invaso da Uovo, farà da quinta alle videoinstallazioni degli austro-francesi Superamas (10-11). Da ricordare ancora, fra gli appuntamenti, i Kinkaleri con Pool (11), Raffaella Giordano , che dopo anni torna a coreografare se stessa, lo spettacolo di Mette Ingvartsen, il film della taiwanese Su Wen-Chi, la performance concerto della portoghese Vera Mantero e l’installazione vivente Performance di Heinrich Lüber
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